
di Redazione
Abbattimento lupi in Alto Adige, per gli animalisti si mette male
Dopo la decisione della Provincia di abbattere due lupi, la galassia animalista ha presentato ben due ricorsi, che però paiono non bastare a fermare gli uomini del Corpo Forestale
Lo scorso 30 luglio, dopo aver preso atto che la specie si è resa responsabile di oltre 30 predazioni in meno di tre mesi nella sola Val Venosta, il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher ha disposto l'abbattimento di due esemplari di lupo. Appresa la notizia, il mondo animalista si è subito attivato per scongiurare gli abbattimenti, impugnando, come di consueto, l'atto amministrativo davanti al Tar.
Subito dopo la firma dell’ordinanza di abbattimento, infatti, alcune associazioni, tra le quali anche la Leidaa, l’associazione di Michela Vittoria Brambilla, hanno depositato un ricorso chiedendo la sospensione dell’autorizzazione all’abbattimento, vedendoselo però rigettare. A seguire, Lav, Enpa e LNDC, hanno presentato un secondo ricorso tentando in extremis di stoppare l'ordine di abbattimento ma, nella giornata di oggi, i giudici amministrativi hanno negato per la seconda volta la sospensione dell'ordinanza.
La vicenda, il cui giudizio in merito rimane comunque pendente, sarà ora esaminata in sede collegiale il 9 settembre 2025, ma per allora gli uomini del Corpo Forestale potrebbero aver portato a termine il compito affidatogli da Kompatscher e per i due lupi, anche in caso di vittoria animalista nel giudizio di merito, potrebbe essere troppo tardi.
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