Il provvedimento adottato in Svizzera punta a contenere i conflitti con l'agricoltura di montagna e a mantenere i branchi a un livello sostenibile, con lupi più schivi nei confronti dell'uomo e delle attività rurali
Il provvedimento adottato in Svizzera punta a contenere i conflitti con l'agricoltura di montagna e a mantenere i branchi a un livello sostenibile, con lupi più schivi nei confronti dell'uomo e delle attività rurali - © Mikkel Houmøller
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di Matteo Brogi

Svizzera: via libera alla regolazione proattiva di sei branchi di lupi

Il Cantone dei Grigioni ha ottenuto dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) l'autorizzazione alla prima regolazione proattiva 2025 dei lupi

A partire dal 1° settembre e fino al 31 gennaio 2026 sarà possibile abbattere fino a due terzi dei piccoli confermati in sei branchi: Stagias, Calderas, Muchetta, Jatzhorn, Seta e Älpelti. Si tratta di 19 esemplari complessivi, individuati sulla base del monitoraggio condotto dall'Ufficio per la caccia e la pesca.

Il provvedimento, spiegano le autorità, punta a contenere i conflitti con l'agricoltura di montagna, dove gli attacchi ai bovini e agli ovicaprini sono in aumento, e a mantenere i branchi a un livello sostenibile, con lupi più schivi nei confronti dell'uomo e delle attività rurali. Il Cantone ha inoltre chiarito che per i branchi che dovessero aggirare sistematicamente le misure di protezione del bestiame, o che continueranno ad attaccare bovini, potrà essere chiesta in futuro l'eliminazione completa.

Regolazione proattiva

Quella approvata dall'UFAM è la seconda regolazione proattiva degli effettivi di lupo: un processo adattativo che, secondo il co-capo dell'Ufficio per la caccia e la pesca Adrian Arquint, richiederà diversi anni di dati ed esperienza per valutare appieno gli effetti delle misure. L'obiettivo dichiarato è una gestione di lungo periodo che riduca le predazioni e assicuri una presenza del lupo compatibile con l'equilibrio del territorio e delle attività agricole.

I cacciatori grigionesi saranno coinvolti direttamente nelle operazioni di regolazione, a fianco dei guardiani della selvaggina, ma solo dopo aver partecipato a una specifica formazione. Il lupo, infatti, resta una specie non cacciabile anche con la nuova ordinanza federale: gli abbattimenti avverranno quindi nell'ambito di una deroga ufficiale e gli esemplari prelevati diventeranno proprietà del Cantone.

Dodici branchi nei grigioni

Il quadro demografico dei lupi nei Grigioni non è ancora del tutto definito. Attualmente sono confermati dodici branchi, dieci stabili sul territorio cantonale e due nelle zone di confine, con indizi della nascita di un nuovo branco in Engadina Bassa. Secondo l'Ufficio per la caccia e la pesca, ulteriori conferme sull'effettivo numero di giovani arriveranno solo a fine stagione di alpeggio.

La decisione odierna rappresenta il primo passo della stagione di regolazione. Altre richieste di intervento potranno essere inoltrate dal Cantone alla Confederazione nei prossimi mesi, a seconda del comportamento dei branchi e dell'andamento dei danni. L'aggiornamento sugli sviluppi sarà reso pubblico tramite il sito ufficiale e il monitoraggio mensile sulla gestione del lupo.

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