Grazie alla modifica della legge il numero dei valichi scende a 23
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di Redazione

Valichi Lombardia: elenco completo, cartografie e prescrizioni

Con delibera approvata in tempo record, Regione Lombardia ha indicato quali sono i valichi montani presenti nel territorio regionale secondo i criteri fissati dal nuovo dettato della 157 in vigore da sabato 20 settembre. A fronte di 475 valichi imposti lo scorso maggio da una sentenza del Tar alla fine di una lunga e articolata vicenda giuridico-amministrativa, grazie alla modifica della legge, il numero dei valichi scende a 23.

Insieme all'atto amministrativo, la Regione ha approvato anche un allegato con le cartografie e le prescrizioni per ognuno dei 23 valichi istituiti. Nei fatti, laddove il territorio nel raggio di mille metri dal valico non sia già sottoposto a vincoli secondo la programmazione regionale (Oasi, Zrc e Zps), si potrà cacciare secondo le prescrizioni di cui al DM 184/2007 art. 3, 5 e 6.

Di seguito riportiamo l'elenco completo dei valichi e le sopracitate prescrizioni.

- Bocchetta di Chiaro (Como/Sondrio);
- Passo del Giovo (Bergamo/Brescia);
- Passo della Manina (Bergamo);
- Passo Portula (Bergamo);
- Passo Val Sanguigno (Bergamo);
- Passo Cà San Marco (Bergamo/Sondrio);
- Giogo della Presolana (Bergamo/Brescia);
- Passo del Vivione (Bergamo/Brescia);
- Passo delle Portole (Brescia);
- Passo della Berga (Brescia);
- Passo della Spina (Brescia);
- Monte Crestoso (Brescia);
- Monte Frà (Brescia);
- Passo della Puria (Brescia);
- Passo Scarpapè (Brescia);
- Passo del Tonale (Brescia);
- Passo di Crocedomini (Brescia);
- Monte della Piana (Brescia);
- Malga Mola (Brescia);
- Valico di Capovalle (Brescia);
- Passada (Bergamo/Lecco);
- Passo della Crocetta (Bergamo);
- Passo del Giovà (Pavia)

Divieti di cui al DM 184/2007 art. 3, 5 e 6:

-­ esercizio dell'attività venatoria in data antecedente al 1° ottobre, con l'eccezione della
caccia agli ungulati;
­- esercizio dell'attività venatoria nel mese di gennaio, con l'eccezione della caccia da appostamento
fisso e temporaneo e in forma vagante per due giornate, prefissate dal calendario venatorio, alla
settimana, nonché con l'eccezione della caccia agli ungulati;
­- effettuazione della preapertura dell'attività venatoria, con l'eccezione della caccia di selezione agli
ungulati;
­- esercizio dell'attività venatoria in deroga ai sensi dell'art. 9, paragrafo 1, lettera c), della direttiva n.
79/409/CEE;
­- utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all'interno delle zone umide, quali laghi, stagni,
paludi, acquitrini, lanche e lagune d'acqua dolce, salata, salmastra, nonché nel raggio di 150 metri
dalle rive più esterne a partire dalla stagione venatoria 2008/2009;
- attuazione della pratica dello sparo al nido nello svolgimento dell'attività di controllo demografico
delle popolazioni di corvidi. Il controllo demografico delle popolazioni di corvidi è comunque vietato
nelle aree di presenza del lanario (Falco biarmicus);
­- effettuazione di ripopolamenti faunistici a scopo venatorio, ad eccezione di quelli con soggetti
appartenenti a sole specie e popolazioni autoctone provenienti da allevamenti nazionali, o da zone
di ripopolamento e cattura, o dai centri pubblici e privati di riproduzione della fauna selvatica allo
stato naturale insistenti sul medesimo territorio;
­- abbattimento di esemplari appartenenti alle specie pernice bianca (Lagopus mutus), combattente
(Philomacus pugnax), moretta (Aythya fuligula);
­- svolgimento dell'attività di addestramento di cani da caccia prima del 1° settembre e dopo la
chiusura della stagione venatoria. Sono fatte salve le zone di cui all'art. 10, comma 8, lettera e), della
legge n. 157/1992 sottoposte a procedura di valutazione positiva ai sensi dell'art. 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e successive modificazioni, entro la data di
emanazione dell'atto di cui all'art. 3, comma 1;
­- costituzione di nuove zone per l'allenamento e l'addestramento dei cani e per le gare cinofile,
nonché ampliamento di quelle esistenti;
­- distruzione o danneggiamento intenzionale di nidi e ricoveri di uccelli.


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