
di Redazione
Nel Bosco Sacile, conservazione e gestione si incontrano
L'Associazione Italiana per la Wilderness ha annunciato la nascita dell'83° Area Wilderness del nostro Paese
Nel quarantennale dell'Associazione Italiana per la Wilderness (AIW), arriva un riconoscimento importante: il Bosco Sacile, in Friuli Venezia Giulia, entra ufficialmente nel Sistema Italiano delle Aree Wilderness. Situato nel Comune di Carlino (UD) e raro esempio di foresta planiziale conservata in forma spontanea nella pianura friulana a pochi chilometri dalla Laguna di Marano, il Bosco Sacile è un querco-carpineto di 145 ettari complessivi, 70 dei quali, la parte settentrionale chiusa e isolata dal contesto urbano e agricolo, è oggi formalmente designata come Area Wilderness grazie alla volontà di una Fondazione privata veneta e della società agricola "Natura7", guidata da Alessandro Arnosti.
Pur non essendo il bosco in territorio a caccia programmata perché ricompreso in un fondo chiuso, all'inteno dell'area vengono effettuati interventi di controllo del cinghiale da parte del Corpo Forestale Regionale. Nessun intervento di taglio è stato più effettuato negli ultimi vent'anni, salvo rare eccezioni legate alla sicurezza o alla gestione di habitat sensibili. Dallo scorso anno inoltre, il bosco è anche attraversato da un Sentiero Naturalistico ad accesso limitato, percorribile solo tramite visite guidate a basso impatto, pensate per non alterare il carattere selvatico dell'area.
Quella del Bosco Sacile non è solo una storia di conservazione, ma anche di gestione consapevole e visione a lungo termine. Un esempio concreto di come pubblico e privato possano collaborare per tutelare frammenti preziosi di territorio naturale. Per l'AIW, un risultato simbolico che celebra 40 anni di attività, ma anche un invito ad altri proprietari e territori a seguire l'esempio.
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