
di Redazione
Federcaccia smonta le posizioni anticaccia di Capellino-Almo Nature
La principale associazione venatoria italiana ha redatto un'analisi approfondita dei punti trattati dal dossier di Fondazione Capellino
Nelle scorse settimane Fondazione Capellino e la sua azienda di cibo per animali Almo Nature hanno avviato una campagna mediatica contro la caccia e il DDL di riforma della 157 che ha innescato una forte reazione nel mondo venatorio e non solo. Ora l'ufficio studi e ricerche ha realizzato un documento per mettere in luce le contraddizioni e i punti deboli e scientificamente non provati contenuti nel "Dossier Caccia" di Fondazione Capellino-Almo Nature.
I principali contenuti del "contro-dossier" sono stati esposti da Michele Sorrenti, coordinatore scientifico dell'Ufficio, in un video di pochi minuti utilizzato per presentare il documento con le controdeduzioni. «Le posizioni di Fondazione Capellino sulla caccia - si legge nel documento - appaiono del tutto incoerenti, considerando che per i propri prodotti la società Almo Nature utilizza carne di cinghiale (oggetto di caccia), oltre a quella di animali da reddito, che evidentemente per il Consiglio di amministrazione di Fondazione Capellino possono essere allevati, abbattuti e consumati senza nessun problema etico».
Secondo Federcaccia il "Dossier Caccia" della Fondazione Capellino altro non sarebbe infatti che un'operazione di marketing aziendale e un esempio di "activism-washing", che sfrutta le posizioni anticaccia quale mero strumento commerciale.
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