
di Redazione
AIW: «La natura cambia e le norme devono saperla seguire»
Negli scorsi giorni la Commissione Agricoltura della Camera ha ascoltato l'AIW, che ha ribadito la necessità di un approccio oggettivo alla modifica della 157 e indicato la strada della"wildlife economy"
Tra le diverse associazioni intervenute nelle audizioni condotte dalla Commissione Agricoltura della Camera sul disegno di legge sull'aggiornamento della 157, lo scorso 7 luglio, è intervenuta anche l'Associazione Italiana per la Wilderness (AIW). L'associazione, che da anni si batte per l'integrità degli habitat e il mantenimento di vaste aree selvagge senza però impedire un uso responsabile delle risorse naturali, ha ribadito la necessità di affrontare il tema della gestione della fauna selvatica con un approccio scientifico e pragmatico. Secondo l'AIW, infatti, il dibattito non dovrebbe ridursi a una contrapposizione tra favorevoli e contrari alla caccia, ma concentrarsi sulla tutela degli habitat e sull'equilibrio degli ecosistemi, attraverso strumenti fondati su monitoraggi, censimenti e dati aggiornati.
Nel suo intervento, il presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell'AIW, Marco Pani, ha evidenziato come alcune popolazioni di fauna selvatica, tra cui cinghiali e cervidi, abbiano registrato un significativo incremento negli ultimi decenni, rendendo necessario un modello di gestione adattiva capace di seguire l'evoluzione degli ecosistemi. L'associazione richiama inoltre i dati dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, secondo cui l'attività venatoria inciderebbe in misura marginale sull'impatto complessivo dell'uomo sulla fauna, attribuendo invece le principali criticità alla perdita di habitat, all'urbanizzazione e ad altre trasformazioni del territorio.
Per l'AIW il DDL rappresenta un'opportunità per avviare una revisione della gestione faunistica, ispirandosi ai modelli già adottati in altri Paesi europei. L'associazione propone di sviluppare anche in Italia una "wildlife economy" in grado di trasformare la fauna selvatica da fonte di costi e conflitti in una risorsa per le aree rurali e montane e le comunità locali, favorendo investimenti nella conservazione, nuove opportunità economiche e una maggiore valorizzazione del territorio. Un percorso che, secondo l'AIW, dovrebbe coniugare tutela della biodiversità, sostenibilità ambientale e sviluppo delle comunità locali.
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