
di Redazione
Ricomincia dal Veneto il valzer dei ricorsi ai calendari
Il Tar del Veneto ha sospeso parzialmente alcune disposizioni del calendario venatorio regionale 2026/2027
Per quanto spuntata dalle ultime modifiche di legge, l'impugnazione dei calendari venatori davanti alla giustizia amministrativa resta una delle armi preferite dagli animalisti per creare fastidi al mondo venatorio. Lo scorso 9 luglio, il TAR di Venezia ha disposto, a seguito del ricorso presentato da LAC, LAV, LIPU, ENPA e LNDC Animal Protection, la sospensione parziale della delibera DGR n. 346 del 13 maggio 2026 con la quale Regione Veneto aveva approvato il calendario venatorio per la prossima stagione.
La sospensione cautelare, in attesa che il ricorso sia trattato nel merito il prossimo 26 novembre, riguarda solo alcune parti del calendario e non l'intero provvedimento. Nello specifico i giudici amministrativi hanno ritenuto opportuno sospendere la previsione che autorizzava, nei mesi di ottobre e novembre, la caccia ai turdidi da appostamento nella Provincia di Vicenza per più di tre giorni a settimana e quella che autorizzava il medesimo superamento anche per l'allodola in tutto il territorio regionale.
Oltre a queste eccezioni, gli animalisti avevano anche presentato ricorso contro l'apertura alla terza domenica di settembre del prelievo di buona parte dei migratori acquatici e contro l'inserimento dell'allodola tra le specie cacciabili. I giudici, accogliendo il ricorso solo parzialmente, hanno però ritenuto le obiezioni non sorrette dal fumus boni iuris (letteralmente «fumo di buon diritto»), ovvero non accompagnate dalla ragionevole probabilità che la pretesa avanzata sia fondata, di fatto rigettando in buona parte il ricorso.
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