
di Redazione
Malattia di Lyme, si va verso l'approvazione di un vaccino
Un siero sviluppato da Pfizer e Valneva ha concluso la fase 3 con un'efficacia superiore al 70%. Dopo i risultati dello studio VALOR, il vaccino si avvicina alla possibile autorizzazione europea
La borreliosi, nota come Malattia di Lyme, è un'infezione batterica trasmessa all'uomo tramite la puntura di zecche infette del genere Ixodes. La prevenzione di questa malattia, presente da anni anche nelle regioni settentrionali del nostro Paese e una delle principali patologie trasmesse dalle zecche, potrebbe entrare ora in una nuova fase. Pfizer e Valneva hanno infatti annunciato che il loro vaccino sperimentale, oggi denominato PF-07307405, ha completato lo studio clinico di fase 3 VALOR, il più importante passaggio durante la fase di sviluppo.
La sperimentazione ha coinvolto circa 9.400 persone di età pari o superiore a cinque anni tra Nord America ed Europa, comprese aree dove la malattia di Lyme è endemica. I risultati annunciati sono particolarmente interessanti. Dopo la quarta dose infatti, il vaccino ha mostrato una riduzione del 73,2% dei casi confermati di malattia di Lyme rispetto al placebo. Il risultato, tuttavia, va letto con cautela: la sperimentazione non ha raggiunto il criterio statistico stabilito per lo studio principale, soprattutto a causa del numero di casi di Lyme inferiore alle attese. Una seconda analisi prespecificata ha però raggiunto la soglia statistica prevista. Le aziende hanno inoltre riferito che, al momento dell'analisi, non erano emersi nuovi problemi di sicurezza.
Il funzionamento del vaccino è particolarmente interessante anche per chi vive o lavora negli ambienti naturali, poiché il siero sviluppato indurrebbe la produzione di anticorpi in grado di ostacolare la trasmissione della malattia presente all'interno della zecca già nella fase in cui l'insetto si nutre del sangue di una persona vaccinata. Un approccio che potrebbe avere una particolare rilevanza per cacciatori, operatori faunistici, agricoltori, forestali, escursionisti e, più in generale, per chi trascorre molto tempo nei boschi e nelle campagne. Il prossimo passaggio sarà quello autorizzativo. Pfizer e Valneva hanno confermato l'intenzione di procedere con le richieste di autorizzazione e, se il percorso dovesse concludersi positivamente, il farmaco potrebbe diventare il primo vaccino umano contro la malattia di Lyme disponibile in Europa da oltre vent'anni.
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