Il 10 luglio 2025, la rivista scientifica Ambio ha pubblicato lo studio
Il 10 luglio 2025, la rivista scientifica Ambio ha pubblicato lo studio "EU regulation: An unprecedented opportunity to protect children’s and wildlife health from the toxic effects of lead ammunition" - © Ambio
Pubblicato il in Conservazione
di Matteo Brogi

A caccia senza piombo: un futuro imminente

Il piombo non deve essere un tema identitario per la comunità dei cacciatori. Che deve piuttosto guardare alla salute pubblica, alla conservazione dell’ambiente e alla reputazione della caccia

Con un annuncio atteso, il 10 luglio 2025 il governo britannico ha comunicato che il munizionamento in piombo sarà vietato per quasi tutti gli usi venatori in Inghilterra, Scozia e Galles. La transizione comincerà nel 2026 e sarà completata entro tre anni, anticipando di due anni il termine quinquennale precedentemente raccomandato.

Per una curiosa coincidenza, lo stesso 10 luglio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Ambio lo studio EU regulation: An unprecedented opportunity to protect children’s and wildlife health from the toxic effects of lead ammunition (Regolamentazione UE: un’opportunità senza precedenti per proteggere la salute dei bambini e della fauna selvatica dagli effetti tossici delle munizioni al piombo).

Una coincidenza, se così la vogliamo chiamare, che sottolinea però quanto il tema dell’abbandono del piombo nella caccia sia sempre più al centro del dibattito.

Regno Unito: il piombo a caccia sarà vietato a partire dal 2029

The Guardian, nell’articolo Lead ammunition to be banned for hunting and shooting in England, Scotland and Wales, informa che la decisione del Governo britannico è stata ufficializzata dal ministro dell’Ambiente Emma Hardy, che ha sottolineato i benefici attesi per la biodiversità e per la salute dei corsi d’acqua. I nuovi limiti stabiliscono che i pallini da caccia non dovranno contenere più dell’1% di piombo e i proiettili non dovranno superare il 3%. Il divieto prevede delle deroghe; saranno infatti esentati i proiettili di piccolo calibro, l’uso in poligoni per la pratica sportiva, le munizioni per uso militare e di polizia, le armi ad aria compressa e gli atleti d’élite.

Il provvedimento britannico si ispira alle raccomandazioni della Health and Safety Executive (HSE) del dicembre 2024, che aveva proposto un’eliminazione progressiva delle munizioni al piombo in un arco di cinque anni. Il governo ha deciso invece di accelerare i tempi, riducendo la transizione a tre anni, per allinearsi alle tendenze già avviate in alcuni Paesi europei e rafforzando l’approccio precauzionale promosso a livello comunitario attraverso la normativa REACH (Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals). Il piombo nelle munizioni è da tempo riconosciuto come un inquinante grave; secondo la Wildfowl and Wetlands Trust (WWT), ogni anno nel Regno Unito circa 100.000 uccelli acquatici muoiono per avvelenamento da piombo.

Le reazioni del settore venatorio sono state contrastanti. Pur accogliendo positivamente l’obiettivo generale, alcune associazioni – come la British Association for Shooting and Conservation (BASC) – hanno manifestato preoccupazione per la disponibilità commerciale di munizioni alternative in tempi così rapidi.

Uno studio internazionale

Il piombo, un metallo pesante e tossico, è da anni oggetto di restrizioni in ogni ambito della nostra vita: carburanti, vernici, condutture per l’acqua potabile. Eppure, resiste un’anomalia: l’uso nelle munizioni da caccia. È proprio da qui che derivano le principali esposizioni di piombo per la fauna selvatica e, indirettamente, anche per l’uomo. Questa constatazione ha portato un gruppo internazionale di ricercatori a pubblicare uno studio che rappresenta un punto di svolta nel dibattito. Il documento sostiene chiaramente che il divieto delle munizioni al piombo non è solo auspicabile, ma inevitabile: «The ongoing use of lead in ammunition is scientifically indefensible and politically outdated (Il perdurare dell'uso del piombo nelle munizioni è scientificamente indifendibile e politicamente obsoleto)».

Sempre il 10 luglio, il quotidiano The Guardian ha riportato la notizia che il Governo britannico ha previsto il bando del piombo nelle munizioni da caccia entro il 2029
Sempre il 10 luglio, il quotidiano The Guardian ha riportato la notizia che il Governo britannico ha previsto il bando del piombo nelle munizioni da caccia entro il 2029 - © The Guardian

È da notare che tra gli autori compare Niels Kanstrup, biologo faunistico presso l’Istituto di Ecoscience – Ecologia della fauna all’Università di Aarhus, cacciatore, autore del saggio The transition to non-lead ammunition (scaricabile gratuitamente) dove spiega: «La caccia deve cambiare, non per paura della scienza o delle regole, ma per essere coerente con i valori che dice di incarnare: rispetto per la natura, per la fauna e per le generazioni future». Dalla Danimarca – primo Paese in Europa a bandire il piombo in tutte le munizioni – Kanstrup porta la testimonianza concreta di una transizione già avvenuta con successo. «Non solo è possibile», scrive, «ma è anche un segno di maturità culturale del mondo venatorio».

Secondo gli autori dello studio, la caccia europea si trova oggi di fronte a un bivio storico: proseguire con una pratica dannosa, o avviare la transizione verso un’attività pienamente sostenibile, anche sotto il profilo sanitario e ambientale. La ricerca scientifica è ormai unanime: anche minime quantità di piombo ingerite possono provocare danni neurologici nei bambini, oltre che effetti tossici negli animali selvatici.

Le conclusioni del documento sono chiare e suggeriscono di:
- vietare completamente l’uso del piombo nelle munizioni;
- applicare limiti massimi di residui di piombo nella carne (MLs) di selvaggina venduta o donata;
- stimolare la produzione e diffusione di munizioni alternative.

Questo studio rappresenta un invito alla responsabilità: per il legislatore, per i produttori, per i cacciatori. Non si tratta di criminalizzare un’attività, ma di guidarla verso un futuro più sicuro e sostenibile. Come affermano gli autori: «Now is the time to act decisively. The evidence is clear. The alternatives are ready. The excuses are gone (Ora è il momento di agire con decisione. Le prove sono chiare. Le alternative sono pronte. Le scuse sono finite)».

Il bando del piombo non è un’opzione: è il destino della caccia. Rifiutarlo significa fare una scelta di retroguardia (peraltro destinata a sicura sconfitta, con effetti deleteri sulla nostra reputazione di cacciatori). Accoglierlo, invece, è scegliere un futuro in cui l’attività venatoria possa prosperare con dignità e rispetto per la salute pubblica e ambientale.

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