Le origini del segugio italiano sono estremamente antiche; addirittura, i romani distinguevano tra cani
Le origini del segugio italiano sono estremamente antiche; addirittura, i romani distinguevano tra cani "sagaces" se cacciavano con il fiuto, "celeres" se cacciavano a vista e "pugnaces" se aggredivano la preda - © Simona Pelliccia
Pubblicato il in Caccia responsabile
di Matteo Brogi

Apertura: il segugio e la caccia alla lepre

È arrivato il mese più atteso da cinofili e lepraioli. Settembre, mese di rinnovamento e di cambiamento, in cui l'estate inizia a cedere il passo all'autunno, che timidamente si affaccia nelle prime giornate di pioggia che salutano la bella stagione

di Simona Pelliccia

Anche se quest'anno fa eccezione, il cambiamento climatico degli ultimi anni ha reso sempre più torride le nostre estati, caratterizzate da grandi caldi che si protraggono spesso sino alle prime settimane di ottobre. Questo mette a dura prova i nostri ausiliari, chiamati ad applicarsi su terreni spesso aridi, ove per mesi si sono abbattuti solleoni, in condizioni climatiche spesso proibitive. Alla luce di ciò, si rende ancora più importante preparare adeguatamente i segugi in vista dell'inizio della stagione venatoria.

La preparazione si svolge tendenzialmente nelle poche settimane di addestramento concesse, con temperature molto elevate, ove servirà molta accortezza per evitare di sottoporre i segugi a stress troppo elevati che potrebbero comportare colpi di calore, con tutti i potenziali danni che potrebbero derivare all'organismo del cane. Il segugio è infatti un atleta che, come tale, necessita di allenamento costante per mantenere alti i livelli delle performance che è chiamato a svolgere.

Il segugio italiano

Le origini del segugio italiano sono estremamente antiche; addirittura, i romani distinguevano tra cani sagaces se cacciavano con il fiuto, celeres se cacciavano a vista e pugnaces se aggredivano la preda. Nell'opera De canibus et venatione di Michelangelo Biondo, risalente al Cinquecento, appare per la prima volta il riferimento ad un cane con "frenetico tartufare mentre fiuta la terra" e dal "vivace moto della coda".

Addestramento estivo. La preparazione si svolge tendenzialmente nelle poche settimane previste dai calendari, con temperature molto elevate, ove servirà molta accortezza per evitare di sottoporre i segugi a stress troppo elevati
Addestramento estivo. La preparazione si svolge tendenzialmente nelle poche settimane previste dai calendari, con temperature molto elevate, ove servirà molta accortezza per evitare di sottoporre i segugi a stress troppo elevati - © Simona Pelliccia

Fu alla fine dell'Ottocento che il Kennel Club Italiano procedette a una catalogazione dei cani da caccia italiani, elencando cinque razze: segugi della Lomellina, segugi montagnini o delle Alpi, segugi o lepraioli dell'Appennino, bracco calabrese e della Sardegna. Nel dopoguerra, dall'affinamento delle razze autoctone, nacque il vero e proprio segugio italiano, al fine di costruire un segugio di buona fattezza che rafforzasse le strutture esili dei segugi nostrani e al tempo stesso mantenesse e migliorasse quelle caratteristiche di nevrilità e brillantezza che da sempre contraddistinguevano il segugio italico.

Bellezza funzionale e caratteristiche attitudinali

Al crescente benessere della società si affianca una selezione sempre più mirante alla creazione di un segugio che affianchi una certa bellezza funzionale alle caratteristiche attitudinali, grazie anche al superamento delle carenze alimentari che avevano rappresentato una contingenza sino a quel momento. La muscolatura va progressivamente sviluppandosi, sino a dar vita a un vero e proprio atleta, la cui preparazione va curata attentamente.

A una buona preparazione fisica, possibilmente protratta durante tutto l'anno, deve accompagnarsi una giusta alimentazione, che preveda un adeguato bilanciamento tra grassi, proteine e carboidrati, al fine di garantire l'apporto di ogni nutriente necessario per supportare tutte le funzioni. Si ricordi che il segugio è infatti chiamato, differentemente dai cani da cerca e da ferma, a sopportate sforzi prolungati nel tempo e di intensità. Pertanto, una carenza nutritiva si rifletterà inevitabilmente su una progressiva diminuzione delle prestazioni e della resistenza o, in ogni caso, su carenze che andranno a intaccare la vitalità del cane.

L'allenamento

Senza dubbio, il mantenimento in forma del segugio in vista della stagione di caccia può passare anche dalla stagione delle verifiche zootecniche, che consentono ai nostri ausiliari di mantenere un allenamento durante il resto dell'anno e spronano il segugista a conservare costantemente allenati i propri ausiliari. Durante i mesi più caldi, sarà opportuno non sottoporre i segugi a sedute di addestramento troppo prolungate, e concentrarle nelle primissime ore della mattina; andrà garantita una costante idratazione.

Durante i mesi più caldi, sarà opportuno non sottoporre i segugi a sedute di addestramento eccessivamente prolungate, e concentrarle nelle primissime ore della mattina; andrà inoltre garantita una costante idratazione
Durante i mesi più caldi, sarà opportuno non sottoporre i segugi a sedute di addestramento eccessivamente prolungate, e concentrarle nelle primissime ore della mattina; andrà inoltre garantita una costante idratazione - © Simona Pelliccia

L'allenamento influirà, peraltro, anche sullo spirito di muta, che verrà rafforzato da uscite costanti dello stesso gruppo di cani, che impareranno a conoscersi e a fidarsi l'uno dell'altro. Più giovane sarà l'età dei segugi impiegati, più importante sarà mantenere in allenamento i soggetti, con sedute volte sia ad affinare le loro potenzialità, sia a formare il loro fisico in modo da garantire rese ottimali durante tutta la stagione venatoria.

Variare il territorio in cui il segugio è impiegato è importante per consentire al cane di adattarsi a caratteristiche del terreno variegate, dove spesso sono necessarie molteplici attitudini, nonché al fine di evitare che si abitui allo stesso ambiente andando così a diminuire la necessaria applicazione, soprattutto nella fase della cerca, che terreni sconosciuti richiedono per reperire l'usta utile da lavorare. L'aspetto della cerca briosa, che nel segugio italiano deve essere – appunto – ampia e brillante sul terreno, è una caratteristiche che va sempre più a scomparire, essendo ormai invalsa la prassi di sciogliere i segugi nelle vicinanze della passata utile. È invece importante che il cane sia stimolato nella ricerca dell'usta del selvatico anche liberandolo a molta distanza dalla rimessa, in modo da valutare la sua autonomia e capacità di discernimento.


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