Negli ultimi due-tre decenni hanno preso piede – con origine Stati Uniti – gli stampi motorizzati, con le ali che girano vorticosamente. Ve ne sono di infiniti modelli e colori (e prezzi) e risultano attrattivi per i consimili in volo. Il cacciatore può essere portato a esagerare, talvolta dispiegando vere e proprie batterie di anatre motorizzate. Ma si ricordi che, alla lunga il troppo, stroppia!
Negli ultimi due-tre decenni hanno preso piede – con origine Stati Uniti – gli stampi motorizzati, con le ali che girano vorticosamente. Ve ne sono di infiniti modelli e colori (e prezzi) e risultano attrattivi per i consimili in volo. Il cacciatore può essere portato a esagerare, talvolta dispiegando vere e proprie batterie di anatre motorizzate. Ma si ricordi che, alla lunga il troppo, stroppia! - © Hunting Log
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di Redazione

Caccia agli anatidi: appostamento e tesa vincenti

Nella caccia agli anatidi non esistono scorciatoie: la scelta accurata dell'appostamento e una tesa ben costruita rappresentano il vero confine tra una giornata qualunque e un'azione venatoria di successo

Il solo pensiero di potersi trovare in una laguna, su un lago o comunque affacciati su uno specchio d'acqua – spesso e volentieri – rappresenta uno dei sogni "proibiti" di un cacciatore. Sin da giovani cacciatori in erba l'idea di un volo di anatre che sorvolano la nostra testa ci fa proiettare in un mondo fantastico, forse abitudinale soltanto per coloro che hanno avuto la fortuna di usufruirne per posizione geografica. Ma tutti gli altri? Affrontiamo allora alcuni temi che si possono rivelare utili per chi decide di affrontare questa sfida venatoria, spesso in grado di cambiare per sempre le attitudini di caccia.

La magia che accompagna ogni uscita agli acquatici è semplicemente indescrivibile, coinvolgente ed emozionante; anche se il carniere sarà misero, i ricordi del cuore ripagheranno gli forzi ed i sacrifici fatti
La magia che accompagna ogni uscita agli acquatici è semplicemente indescrivibile, coinvolgente ed emozionante; anche se il carniere sarà misero, i ricordi del cuore ripagheranno gli forzi ed i sacrifici fatti - © Hunting Log

Caccia agli anatidi: come iniziare

Iniziamo con il dire che la caccia agli anatidi (aggiungeremmo volentieri le oche, ma nel nostro paese tale forma di caccia non è consentita) non è così banale. Non basta procedere con l'acquisto dell'attrezzatura necessaria per poter essere licenziati come cacciatori di acquatici. La caccia ai palmipedi non si improvvisa e – probabilmente – bisognerà disporre di tanta pazienza per gli insuccessi che, inevitabilmente, si paleseranno.

Un esempio di come, con un abbigliamento che integra l'attrezzatura e il capanno, un cacciatore possa diventare quasi invisibile agli occhi degli anatidi
Un esempio di come, con un abbigliamento che integra l'attrezzatura e il capanno, un cacciatore possa diventare quasi invisibile agli occhi degli anatidi - © Hunting Log

Perché questo approccio che potrebbe spaventare gli appassionati? Innanzi tutto, perché la conoscenza delle specie in volo e dell'ambiente in cui ci si trova ad operare è fondamentale. In parole povere, significa che dovremo fare pratica con gli anatidi in volo per non correre il rischio di commettere errori madornali in fase di valutazione del tiro. Il consiglio è quello di affiancare un cacciatore esperto che abbia voglia di insegnare a un nembrotte le tipologie di volo delle anatre, le loro abitudini, i loro versi, il loro comportamento.

Il valore dell'esperienza

È evidente che questo suggerimento risulta tanto banale quanto difficile da mettere in pratica, ma riteniamo sia fondamentale poterlo applicare. L'accompagnamento di un "veterano" insegna molto di più di quanto si possa anche soltanto immaginare; l'esperienza venatoria è impagabile. Senza contare che stare seduto (con o senza fucile) accanto a un esperto contribuisce a mitigare l'emozione, quel tuffo al cuore che inevitabilmente arriverà quando un selvatico si avvicina all'appostamento. Lo stare fermi, evitare movimenti inutili, osservare quei piccoli dettagli che fanno la differenza, sono esperienze che rimangono nella memoria e non vanno più via.

Pur se il mimetismo nella caccia agli anatidi è fondamentale, talvolta basta veramente poco per risultare invisibili. L'importante è non muoversi mai, o farlo il meno possibile per non insospettire gli anatidi in volo (o posati in acqua)
Pur se il mimetismo nella caccia agli anatidi è fondamentale, talvolta basta veramente poco per risultare invisibili. L'importante è non muoversi mai, o farlo il meno possibile per non insospettire gli anatidi in volo (o posati in acqua) - © Hunting Log

Un esempio? Se non disponiamo di un appostamento fisso ma utilizziamo un appostamento temporaneo, i dettagli sono importanti; un ramo spezzato di recente con la parte chiara del taglio esposta potrebbe insospettire animali che fanno della diffidenza la loro arma migliore. Ben difficilmente troverete anatre che arrivano con noncuranza entro i limiti del tiro utile; può capitare, è capitato e capiterà a chiunque; ma tali occasioni saranno certamente minori di situazioni in cui vedremo anatre che arrivano nei pressi dell'appostamento per poi decidere – in modo repentino e improvviso – di girare il collo e allontanarsi con pochi battiti d'ala, per portarsi a distanza di sicurezza. Nella nostra testa ci chiederemo il perché, cosa avremo sbagliato.

Buona cosa è lo sfruttare quello che il terreno ci offre. Qualche ramo sapientemente intrecciato (la sera prima, se possibile) offrirà un ottimo nascondiglio al cacciatore e alla sua attrezzatura
Buona cosa è lo sfruttare quello che il terreno ci offre. Qualche ramo sapientemente intrecciato (la sera prima, se possibile) offrirà un ottimo nascondiglio al cacciatore e alla sua attrezzatura - © Hunting Log

La scelta dell'appostamento e la lettura dell'ambiente

Non esiste una risposta univoca; potrebbe essere un movimento (anche impercettibile) da parte nostra, un camouflage dell'appostamento non perfetto, una canna di un fucile che si è mossa in modo inopinato, un rumore anomalo che risuona come una campana nel silenzio dell'ambiente. Ma anche un richiamo effettuato male; il sapere suonare alle anatre non è prerogativa di tutti e garantisco che risulta molto, molto difficile. Una timbrica troppo accentuata, una cadenza di suono sbagliata, una pausa di troppo fa peggio che meglio. A tal proposito vale la regola che forse avrete già sentito; in mancanza di esperienza, è meglio stare zitti e confidare nei nostri richiami situati nei pressi dell'appostamento.

Alcuni richiami a bocca (fischi) per la caccia alle anatre. I materiali possono essere diversissimi fra loro (legno, osso, lamierino di metallo, ottone, plastica, materiale composito e oltre), ma vale sempre la stessa regola; bisogna imparare a fischiare prima di provare dal vivo, magari su un drappello di anatre che si sta avvicinando all'appostamento
Alcuni richiami a bocca (fischi) per la caccia alle anatre. I materiali possono essere diversissimi fra loro (legno, osso, lamierino di metallo, ottone, plastica, materiale composito e oltre), ma vale sempre la stessa regola; bisogna imparare a fischiare prima di provare dal vivo, magari su un drappello di anatre che si sta avvicinando all'appostamento - © Hunting Log

Si è peraltro fatto sempre più difficile acquistare richiami di qualità, che costano non poco. Ve ne sono di meravigliosi, costruiti specialmente dagli americani, che sono maestri nella caccia agli anatidi. Una volta acquistati, dobbiamo saperli utilizzare al meglio; ecco che ritorna l'esperienza di chi ci accompagna, ma anche la pazienza e la voglia di mettersi ad ascoltare i vari video venatori dove sono utilizzati. La tecnologia ci offre questa possibilità, perché non sfruttarla?

Perché possa risultare efficace, il mimetismo deve armonizzarsi e integrarsi con l'ambiente circostante; qualsiasi variazione sul tema può insospettire i selvatici, già molto diffidenti per natura
Perché possa risultare efficace, il mimetismo deve armonizzarsi e integrarsi con l'ambiente circostante; qualsiasi variazione sul tema può insospettire i selvatici, già molto diffidenti per natura - © Hunting Log

Un ulteriore suggerimento potrebbe essere quello di registrare le nostre prove, quelle fatte in casa, nei periodi in cui l'attività venatoria è sospesa. Come ben sapete, il nostro orecchio percepisce i suoni circostanti in una certa maniera, ma che non per forza coincide con quella di chi ci sta ascoltando. Se noi risentiamo la nostra voce registrata, talvolta non sembra neppure la nostra e potrebbe succedere la stessa cosa anche con i suoni che emettiamo con un richiamo. Esercitarsi, esercitarsi, esercitarsi è la parola d'ordine.

Sempre parlando di appostamenti da terra, si possono mutuare dagli americani gli appostamenti
Sempre parlando di appostamenti da terra, si possono mutuare dagli americani gli appostamenti "free-standing": si montano in un batter d'occhio se vi è un minimo di spazio a disposizione, posseggono una poltroncina incorporata e una rete mimetica che protegge efficacemente il cacciatore. Grazie all'acciaio armonico con cui sono composti, si ripiegano in un attimo e si possono dispiegare altrettanto velocemente. Nella foto, un cacciatore è ben nascosto, benché la ripresa sia avvenuta da vicino - © Hunting Log

Un fattore decisivo: la disposizione della tesa

Già che siamo in tema, il posizionamento dei richiami è un'altra di quelle cose che possono influenzare (in senso positivo o negativo) la riuscita della giornata venatoria. Le anatre in volo sono certamente attratte dalla vista di consimili posati in acqua e un'occhiata la vengono a dare, sia pure a distanza di sicurezza. La differenza la fa il posizionamento; talvolta uno stampo che si è allontanato dal gruppo (per colpa di un peso staccato o di quello che volete), ingenera un senso immediato di diffidenza verso i consimili in volo, che riconoscono come anomala la disposizione degli uccelli posati, con il risultato di una virata repentina che li porta rapidamente fuori tiro.

Un esempio piuttosto classico di stampo per acquatici, dotato di una pinna centrale di galleggiamento, nonché di una serie di piccole depressioni sul fondo, allo scopo di fare aderire meglio lo stampo sulla superficie dell'acqua
Un esempio piuttosto classico di stampo per acquatici, dotato di una pinna centrale di galleggiamento, nonché di una serie di piccole depressioni sul fondo, allo scopo di fare aderire meglio lo stampo sulla superficie dell'acqua - © Hunting Log

La disposizione degli stampi in acqua è un altro degli elementi per cui è imprescindibile ricorrere a persone esperte che riescono a "leggere" le condizioni ambientali. Pensiamo al mutare del vento, che favorisce o meno le increspature della superficie dell'acqua, tanto più se la caccia si volge in acque aperte e non chiuse (laghi). Pensiamo a momenti di burrasca, che spingono gli uccelli a non sostare troppo volentieri in spazi aperti, pensiamo al numero e al posizionamento degli stampi, che non devono né sovrapporsi, né tanto meno risultare intorcinati gli uni con gli altri. Ma sono solo alcuni esempi degli scenari che un cacciatore di acquatici può trovarsi di fronte.

Spesso capita, infatti, di non riuscire a capire perché – nonostante le dovute accortezze del caso nel posizionare gli stampi, gli uccelli non "credono" al gioco (degli stampi) e non entrano nel range di tiro. Talvolta basta uno stampo inclinato, magari a causa di un pallino che, in occasioni di sparo precedente su uccelli posati, ha forato l'involucro di plastica, determinando un'anomalia nella linea di galleggiamento; accade più frequentemente di quello che si possa pensare e il risultato è una postura anomala dello stampo che mette immediatamente in allarme i consimili.

Dettagli che fanno la differenza

Nelle giornate invernali di freddo intenso, peraltro sempre più difficili da trovare sul suolo italico, può anche capitare che il gelo possa accumularsi nelle zone di acqua stagnante o "morta", modificando la posizione degli stampi. Bisogna sempre dare un'occhiata se la disposizione è rimasta ottimale o se vale la pena alzarsi dall'appostamento per ripristinare la tesa.

Sempre restando sugli stampi, ne esistono in commercio di svariate qualità, colori e dimensioni, a parità di specie rappresentata. La qualità dello stampo è un punto sul quale vale la pena investire un budget, ben più di altri particolari che affronteremo nel prosieguo. Questo perché i selvatici sono attenti ai dettagli e si insospettiscono con un nonnulla; poter disporre di stampi di qualità permette un inganno visivo migliore.

Notevole è la fedeltà cromatica raggiunta dai moderni stampi. Niente a che vedere con gli stampi in sughero o in paglia dei nostri nonni (bellissimi, peraltro)
Notevole è la fedeltà cromatica raggiunta dai moderni stampi. Niente a che vedere con gli stampi in sughero o in paglia dei nostri nonni (bellissimi, peraltro) - © Hunting Log

È pur vero che chi ha un minimo di esperienza nel suo bagaglio vi potrà raccontare di location estere dove gli stampi sono talmente brutti e mal fatti (talvolta senza la testa, o palesemente rovinati) che farebbero presagire un risultato di carniere miserevole, mentre in realtà il numero dei selvatici presenti spesso sopperisce a queste mancanze che sul territorio italiano sono spesso imperdonabili. È bene prestare attenzione anche ai minimi particolari, senza temere di correre il rischio di passare per esauriti o maniaci del dettaglio.

Qualità e dimensione degli stampi

Oltre all'accuratezza dei particolari negli stampi di qualità, molto dibattuta fra gli esperti è anche la questione relativa alle dimensioni. Chi l'ha detto che le dimensioni non contano? Gli stampi esistono sia nelle dimensioni standard (analoghe a quelle dei selvatici reali in penne e piume), sia nei formati maxi, anche due volte quelli standard.

Per chi ha problemi di spazio, esistono anche degli stampi
Per chi ha problemi di spazio, esistono anche degli stampi "foldables" (collassabili). Pesano poco, hanno colori di eccezionale realismo, ma hanno la tendenza a becchettare n un modo innaturale se l'acqua è leggermente mossa. Non sempre sono la soluzione migliore per quanto la fedeltà sia ai massimi livelli - © Hunting Log

Il vantaggio di disporre di stampi maxi consiste nel loro maggior effetto visivo a distanza; stranamente gli uccelli in volo (e anche quelli posati in acqua) non sembrano disturbati da dimensioni differenti da quelle reali della specie e si avvicinano senza timore. Forse per curiosità, forse perché non sono in grado di apprezzare la differenza, non lo sapremo mai; fatto sta che credono all'inganno. Semmai il problema degli stampi maxi è un altro; sono ingombranti e pesanti e necessitano di masse più pesanti per non incorrere nei problemi descritti in precedenza.

Il trasporto sino al luogo di caccia e la disposizione degli stampi in acqua vengono resi più difficoltosi dalle dimensioni importanti. Bisogna quindi prevedere una maggior fatica nell'allestimento della tesa, oltre che disporre di un mezzo sufficientemente capiente per poterli trasportare. Esistono anche stampi impilabili, ma sono costruiti nelle versioni da terra e non acqua, in quanto gli stampi da acqua devono poter galleggiare senza un eccessivo beccheggio, che risulta innaturale per i selvatici.

Ancora, esistono stampi di anatra impilabili (esattamente come gli stampi per il colombaccio, ad esempio) e posizionabili facilmente a terra o sul loro piccolo supporto. Nell'insieme di un gioco movimentato non stonano assolutamente
Ancora, esistono stampi di anatra impilabili (esattamente come gli stampi per il colombaccio, ad esempio) e posizionabili facilmente a terra o sul loro piccolo supporto. Nell'insieme di un gioco movimentato non stonano assolutamente - © Hunting Log

Sino a ora stiamo parlando degli stampi così detti "normali", ossia quegli stampi che riproducono essenzialmente una tipologia di anatra posata in acqua, nel momento in cui si sente tranquilla e partecipa alla vita del gruppo con l'alimentazione, una nuotatina e un chiacchiericcio aggregante.

Movimento e realismo della tesa

Esistono in commercio tutta una serie di stampi speciali, dove l'anatra è rappresentata in varie posizioni. Non possiamo non citare, giusto a titolo di esempio, l'anatra che si sta alimentando (stampo a metà che evidenzia soltanto il posteriore, con le zampette verso l'alto), l'anatra che sbatte le ali, l'anatra con un collo lungo (variante dell'anatra che si sta alimentando), l'anatra nella posizione di igiene personale (testa e becco fra il corpo e le ali) e così via: non esageriamo con la disposizione in acqua di questi stampi, ma qualcuno movimenta il gioco, rendendolo più veritiero e naturale.

Una carrellata, non esaustiva, di tipologie di stampi per la caccia agli acquatici. In questo caso varia la forma dello stampo stesso, per conferire maggiore naturalezza al
Una carrellata, non esaustiva, di tipologie di stampi per la caccia agli acquatici. In questo caso varia la forma dello stampo stesso, per conferire maggiore naturalezza al "gioco" - © Hunting Log

Vi sono poi gli stampi motorizzati, con le ali ruotanti o con il corpo sottoposto ad una leggera vibrazione che simula il movimento naturale delle anatre quando cercano cibo in acqua. Esistono anche stampi concatenati che – grazie al movimento motorizzato del primo – fanno una specie di trenino guidato dal telecomando del cacciatore dentro l'appostamento. Sono utili? Certamente sì, con i dovuti distinguo.

In questo caso lo stampo simula un'anatra intenta ad alimentarsi in acqua; l'insieme di stampi diversi rende più credibile la disposizione degli stessi
In questo caso lo stampo simula un'anatra intenta ad alimentarsi in acqua; l'insieme di stampi diversi rende più credibile la disposizione degli stessi - © Matteo Brogi

Osservazione ed esperienza

Ancora una volta il suggerimento migliore rimane quello di osservare i selvatici nel loro habitat naturale; cosa fanno, quando e come. Vedrete che i selvatici in acqua, specialmente quelli appena arrivati o posati che si aggregano a un gruppo esistente, non si mettono immediatamente a fare qualcosa, ma sostano in atteggiamento vigile per controllare il posto di… ammaraggio. In questi frangenti basta un niente per farli saltare fuori dall'acqua in rapidità, perché non si sentono sicuri. Un turbinio di movimenti, suoni o altro, potrebbe facilmente disturbarli.

Una tipologia di stampi, spesso abbinata ai classici da acqua, è quella degli stampi da terra. In genere sono costituiti da una sagoma di anatra, sostenuta da un monopiede (ovviamente colorato come le zampe dell'anatra). Nella foto, le anatre sono in atteggiamento di alimentazione a riva e conferiscono un buon dinamismo all'insieme
Una tipologia di stampi, spesso abbinata ai classici da acqua, è quella degli stampi da terra. In genere sono costituiti da una sagoma di anatra, sostenuta da un monopiede (ovviamente colorato come le zampe dell'anatra). Nella foto, le anatre sono in atteggiamento di alimentazione a riva e conferiscono un buon dinamismo all'insieme - © Hunting Log

Spesso le anatre posate approfittano del momento in cui non volano per riposarsi, per sostare o semplicemente per fermarsi. Un errore che veniva commesso frequentemente, in quei paesi stranieri dove l'utilizzo di registratori del suono che riproducevano i versi delle anatre era consentito, era proprio quello di lanciare a tutta tromba i richiami, con un effetto che poteva spaventare i consimili in volo: magari li attraeva per curiosità a grandi distanze, ma poi li spaventava man mano che si avvicinavano, con i cacciatori che non capivano il perché. Una femmina che bercia a gran voce può talvolta risultare addirittura controproducente.


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