La popolazione di cervi in Abruzzo è stimata in 16.000 esemplari, il doppio di Emilia-Romagna e Toscana. Nonostante ciò, la Regione tarda ad attivare il piano di prelevo in selezione
La popolazione di cervi in Abruzzo è stimata in 16.000 esemplari, il doppio di Emilia-Romagna e Toscana. Nonostante ciò, la Regione tarda ad attivare il piano di prelevo in selezione - © Andrea Dal Pian
Pubblicato il in Conservazione
di Redazione

Caccia al cervo: l'immobilismo della Regione Abruzzo

In Abruzzo la popolazione di cervi ha raggiunto livelli record, ma il piano di prelievo resta fermo tra polemiche e il silenzio della politica. Mentre scienziati, tecnici, agricoltori e amministratori chiedono interventi, la gestione della specie continua a essere rimandata

Qualcuno si ricorderà le assurde polemiche che buona parte degli ambientalisti montò quando nel 2024, dopo sei anni di monitoraggi, si affacciò per la terza volta l'ipotesi di un piano di prelievo del cervo in Abruzzo. Sui social media e nei principali giornali nazionali si parlava di "mattanza" o "strage" di cervi per un piano di prelievo su scala regionale di appena 470 capi, si gridava allo scandalo per i conteggi condotti da cacciatori di selezione abilitati, si parlava dei "poveri Bambi" (come se il prelievo venisse attuato sui piccoli da svezzare in estate e non su giovani svezzati di 80-90 kg nel loro primo inverno di vita) e si giudicava come inaudita l'idea che il cervo si potesse cacciare.

Il cervo si caccia in nove Regioni

Pochissimi reagirono ricordando che il cervo è una specie cacciabile in Italia da più di 70 anni, che ovunque in Europa sono i cacciatori a effettuare i conteggi primaverili su vasta scala, che il cervo in Abruzzo da tempo ha raggiunto alte densità, provoca seri danni alle colture e numerosi incidenti stradali, che la scienza ha accertato come sia il capriolo sia il camoscio d'Abruzzo subiscono pesantemente la competizione del cervo.

Nella primavera 2025 i conteggi in Abruzzo hanno documentato la presenza di almeno 9.200 cervi su 3.750 kmq e si è stimato che in tutto l'areale regionale vivano 16.000 cervi, più di tre volte la consistenza numerica presente in Toscana (dove la caccia si attua da un quarto di secolo). Nelle aree cacciabili abruzzesi si è rilevata una densità media di 4,6 cervi per kmq, più del doppio rispetto alle densità presenti in Emilia-Romagna e Toscana.

L'inerzia dell'Abruzzo

Nonostante questi numeri, la Regione Abruzzo non ha avviato neppure nella stagione 2025-26 il prelievo venatorio. Nel frattempo, la Regione Lazio, con densità ben più basse e nel silenzio più assoluto delle associazioni ambientaliste, ha approvato e attuato il primo piano di abbattimento unendosi ad altre otto Regioni che da decenni la praticano.

A gennaio abbiamo dato conto di questa assurda situazione, in cui scienziati, amministrazioni locali, agricoltori chiedono l'avvio del prelievo nell'assordante silenzio della Regione. Continueremo a seguire questa situazione con la speranza che, da assurda, non diventi ridicola o, peggio, tragica.


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