La caccia è una pietra angolare del lavoro di conservazione in Africa. Il progetto Habitat for Rhino non sarebbe sostenibile senza i fondi generati dalla caccia agli animali delle pianure e dai safari fotografici organizzati nella proprietà
La caccia è una pietra angolare del lavoro di conservazione in Africa. Il progetto Habitat for Rhino non sarebbe sostenibile senza i fondi generati dalla caccia agli animali delle pianure e dai safari fotografici organizzati nella proprietà - © Tweed Media
Pubblicato il in Racconti
di Redazione

NAMIBIA - Sfide e successi della conservazione del rinoceronte

Nel cuore della Namibia, i coniugi Hurt proteggono i rinoceronti dal bracconaggio. Con loro, anche Rigby, che firma una serie di carabine London Best per sostenere finanziariamente il loro progetto

di Victoria Malcolm

Il rinoceronte è sinonimo di safari africani, eppure ovunque questo iconico animale si trovi - sia in Africa sia nel resto del mondo; oltre alle due specie africane (Ceratotherium simum simum e Diceros bicornis) ne esistono tre in Asia: rinoceronte indiano (Rhinoceros unicornis), rinoceronte di Giava (Rhinoceros sondaicus) e rinoceronte di Sumatra (Dicerorhinus sumatrensis) – la sua presenza è tutto fuorché garantita.

Il rinoceronte è sinonimo di safari africani, eppure ovunque questo iconico animale si trovi - sia in Africa sia nel resto del mondo – la sua presenza è tutto fuorché garantita
Il rinoceronte è sinonimo di safari africani, eppure ovunque questo iconico animale si trovi - sia in Africa sia nel resto del mondo – la sua presenza è tutto fuorché garantita - © Tweed Media

I rinoceronti adulti possiedono due corni sul naso che danno loro la silhouette iconica e che vengono utilizzati sia per difendersi dai predatori, sia per affermare la propria dominanza sui rivali durante la stagione degli accoppiamenti. Ma proprio quei corni fanno sì che i rinoceronti siano perseguitati da una presenza oscura e distruttiva. I bracconieri, attirati dal prezzo straordinario che il corno di rinoceronte può raggiungere in alcune zone dell’Asia (fino a 250.000 dollari statunitensi), si aggirano nei paesaggi africani alla ricerca della loro preda in via di estinzione. Uccidono gli animali solo per prelevarne il corno, che poi viene spedito illegalmente dove viene usato nella medicina tradizionale.

Un rinoceronte al pascolo: simbolo del successo del progetto Habitat for Rhino
Un rinoceronte al pascolo: simbolo del successo del progetto Habitat for Rhino - © Tweed Media

Senza un’azione concertata, le prospettive per i rinoceronti bianchi e neri in Africa sarebbero desolanti. Le enormi somme di denaro coinvolte nel commercio illegale del corno rendono i bracconieri tanto determinati quanto feroci. La pressione su chi vuole preservare il futuro di questi animali è incessante, intensa e talvolta pericolosa. Fortunatamente, i rinoceronti hanno dalla loro parte persone e organizzazioni forti e determinate. E, dato che caccia e conservazione sono simbiotiche nel continente africano, non sorprende che alcuni dei nomi più riconoscibili nella caccia grossa si stiano facendo avanti per fare la propria parte.

Il progetto Habitat for rhino

Tra questi ci sono la leggenda vivente della caccia grossa Robin Hurt e sua moglie Pauline, con il loro progetto Habitat for Rhino, e la John Rigby & Co., azienda londinese produttrice di iconiche armi da caccia. La vocazione di Robin è tanto per la conservazione dei paesaggi che ama e della fauna unica che li abita, quanto per la caccia. È per questo che Marc Newton, direttore generale della Rigby, si è recato a casa degli Hurt in Namibia per vedere con i propri occhi il suo lavoro.

Robin Hurt durante un sopralluogo sul territorio: passione e dedizione al servizio della fauna africana. Robin è un sostenitore della depenalizzazione del commercio di corno di rinoceronte
Robin Hurt durante un sopralluogo sul territorio: passione e dedizione al servizio della fauna africana. Robin è un sostenitore della depenalizzazione del commercio di corno di rinoceronte - © Tweed Media

Pauline Hurt osserva i
Pauline Hurt osserva i "suoi" rinoceronti: la sua è una storia di amore e rispetto per ogni singolo esemplare - © Tweed Media

Su una proprietà selvaggia di 20.000 acri nella regione del Gamsberg, in Namibia, di cui sono custodi da 22 anni, gli Hurt stanno lottando contro i bracconieri. Il rinoceronte bianco meridionale, il secondo più grande mammifero terrestre al mondo, 150 anni fa prosperava in quest’area.

Il maestoso paesaggio del Gamsberg: 20.000 acri di natura incontaminata al servizio della conservazione
Il maestoso paesaggio del Gamsberg: 20.000 acri di natura incontaminata al servizio della conservazione - © Tweed Media

Purtroppo, quando gli Hurt presero in carico la terra, non c’erano più rinoceronti. La coppia desiderava restituire qualcosa in cambio di una vita trascorsa a guadagnarsi da vivere nelle terre selvagge dell’Africa, creando un progetto di conservazione volto a reintrodurre i rinoceronti nel loro angolo di paesaggio. Ed è esattamente ciò che hanno fatto. Partito con solo cinque esemplari nel 2014, Habitat for Rhino ha visto otto nascite e oggi ospita 13 rinoceronti liberi. Quando Marc Newton ha visitato il Gamsberg nel 2022, una femmina era nata da pochi mesi. È stata chiamata “Miss Rigby” per celebrare una partnership entusiasmante con lo storico produttore che ha da poco festeggiato i 250 anni di attività.

Robin Hurt, a destra, in compagnia di Marc Newton. Habitat for Rhino costa agli Hurt circa 100.000 dollari all’anno; la collaborazione dell'azienda londinese nel fund raising è essenziale a sostenere un progetto che poggia la sua sostenibilità sui proventi della caccia (ma non ai rinoceronti)
Robin Hurt, a destra, in compagnia di Marc Newton. Habitat for Rhino costa agli Hurt circa 100.000 dollari all’anno; la collaborazione dell'azienda londinese nel fund raising è essenziale a sostenere un progetto che poggia la sua sostenibilità sui proventi della caccia (ma non ai rinoceronti) - © Tweed Media

Il branco di Habitat for Rhino è monitorato 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Essendo animali selvatici e liberi, gli Hurt devono impiegare sei ranger a tempo pieno come guardiani. Quattro operano di giorno, due di notte. Ogni ranger può camminare fino a 20 km durante un turno, documentando lo stato del branco. Chiunque abbia mai percorso a piedi 20 km nel bush africano sa quanto sia fisicamente impegnativo. Queste persone sono gli eroi silenziosi della lotta al bracconaggio, rischiando regolarmente la vita per la causa.

I costi dell’impresa

Conservare i rinoceronti è un’impresa costosa. Addestrare, gestire e armare i ranger, oltre ad alcune necessarie pratiche di cura per il branco, comportano costi notevoli. Habitat for Rhino costa agli Hurt circa 100.000 dollari all’anno. A volte meno, altre volte si raggiungono o superano i 130.000. Nei periodi di siccità è necessario fornire integrazione alimentare, talvolta l’attività dei bracconieri può richiedere più spostamenti, logistica ed equipaggiamento per i ranger.

Robin Hurt, al centro, tra Marc Newton di Rigby (alla sua sinistra) e Paul Roberts, precedente proprietario dell'azienda londinese
Robin Hurt, al centro, tra Marc Newton di Rigby (alla sua sinistra) e Paul Roberts, precedente proprietario dell'azienda londinese - © Tweed Media

Con i bracconieri motivati da una ricompensa finanziaria enorme da un lato, e associazioni benefiche, ONG e cittadini privati che lavorano instancabilmente per fermarli dall’altro, è in corso una lotta di potere. Al centro c’è un animale che vive o muore a seconda di chi vince quel giorno. Il lavoro è certamente vitale. Anche con i ranger e le misure anti-bracconaggio in atto, danni straordinari possono essere inflitti alla fragile popolazione in pochissimo tempo. Solo il Sudafrica ha perso per bracconaggio circa 250 rinoceronti in soli tre mesi nel 2022, lo stesso anno in cui Marc ha visitato gli Hurt al Gamsberg. Numeri devastanti, non solo per le vite perdute, ma anche per i ranger e il personale che piangono i loro protetti e per i progetti di conservazione ridotti in macerie.

Il tramonto sui rilievi del Gamsberg: la bellezza che i coniugi Hurt vogliono tramandare alle future generazioni
Il tramonto sui rilievi del Gamsberg: la bellezza che i coniugi Hurt vogliono tramandare alle future generazioni - © Tweed Media

Depenalizzare il reato?

Robin è un sostenitore della depenalizzazione del commercio di corno di rinoceronte. Commentando con Marc, mentre osservavano il branco di Habitat for Rhino a distanza di sicurezza, ha osservato che il divieto raramente porta alla cessazione del bracconaggio, suggerendo che forse sarebbe meglio permettere la raccolta legale del corno. In tal modo, il corno verrebbe rimosso sotto sedazione, lasciando il rinoceronte incolume, sano e, cosa fondamentale, in grado di far ricrescere il corno fino a quattro o cinque volte nella vita. È chiaramente un’alternativa economicamente sostenibile al bracconaggio attuale, dove un rinoceronte vale più da morto che da vivo. Robin e Pauline hanno vissuto in prima persona la devastazione di trovare un rinoceronte, protetto con tanta fatica, ucciso per il suo corno: un giovane maschio del loro branco è stato vittima dei bracconieri.

Robin Hurt (a sinistra) e Paul Roberts in perlustrazione
Robin Hurt (a sinistra) e Paul Roberts in perlustrazione - © Tweed Media

Ma finché il commercio del corno di rinoceronte resterà proibito, il bracconaggio continuerà, ed è quindi essenziale finanziare i progetti di conservazione. E, naturalmente, la caccia è una pietra angolare del lavoro di conservazione in Africa. Robin sottolinea che il progetto Habitat for Rhino semplicemente non sarebbe sostenibile senza i fondi generati dalla caccia agli animali delle pianure e dai safari fotografici organizzati nella loro proprietà. Come spiega lui stesso, conservare non significa solo proteggere qualcosa, ma mantenerlo e prendersene cura affinché prosperi.

Senza un’azione concertata, le prospettive per i rinoceronti bianchi e neri in Africa sarebbero desolanti. Le enormi somme di denaro coinvolte nel commercio illegale del corno rendono i bracconieri tanto determinati quanto feroci
Senza un’azione concertata, le prospettive per i rinoceronti bianchi e neri in Africa sarebbero desolanti. Le enormi somme di denaro coinvolte nel commercio illegale del corno rendono i bracconieri tanto determinati quanto feroci - © Tweed Media

Robin e il suo gruppo di cacciatori professionisti e collaboratori sono custodi del paesaggio, si occupano dei numerosi animali selvatici presenti nei loro terreni. Quel lavoro viene prima di ogni altra cosa, perché, come dice Robin, non c’è un vero sostentamento per il suo staff o per sé stesso senza un habitat sostenibile e una fauna prospera. Senza i fondi generati dai safari e da una clientela fedele, la conservazione dei rinoceronti non può esistere. È importante sottolineare che nessun rinoceronte è mai stato, né mai sarà, cacciato al Gamsberg.

Quel legame tra gestione e conservazione

Quel legame evidente tra gestione della fauna selvatica e cura del territorio per la conservazione e i safari è il motivo per cui Pauline e Robin hanno invitato la John Rigby & Co. a collaborare con loro in un progetto di raccolta fondi. Come discusso attorno al fuoco da campo in Namibia, la storia della Rigby è profondamente intrecciata con i nomi leggendari della caccia grossa e con il loro impegno nella conservazione, inclusa l’iconica figura di Jim Corbett. In tanti racconti di caccia, sia moderni che del passato, c’è un fucile Rigby a portata di mano, e Rigby è determinata a restituire qualcosa ai progetti di conservazione.

Rigby ha prodotto una serie limitata di 12 fucili London Best in calibro .350 Rigby, ciascuno inciso con il nome di uno dei rinoceronti del progetto. Riportano il logo di Habitat for Rhino, disegnato da Pauline Hurt, inciso sulla piastra del serbatoio
Rigby ha prodotto una serie limitata di 12 fucili London Best in calibro .350 Rigby, ciascuno inciso con il nome di uno dei rinoceronti del progetto. Riportano il logo di Habitat for Rhino, disegnato da Pauline Hurt, inciso sulla piastra del serbatoio - © Tweed Media

Il contributo di Rigby

In questo caso, Rigby ha prodotto una serie limitata di 12 fucili London Best in calibro .350 Rigby, ciascuno inciso con il nome di uno dei rinoceronti del progetto. Riporteranno anche il logo di Habitat for Rhino, disegnato da Pauline secondo le sue specifiche, inciso sulla piastra del serbatoio.

Sulla piastra del serbatoio è inciso con un riporto in oro il logo del progetto della famiglia Hurt
Sulla piastra del serbatoio è inciso con un riporto in oro il logo del progetto della famiglia Hurt - © Tweed Media

Una percentuale significativa del ricavato di ogni fucile sarà destinata a Habitat for Rhino, una somma che potrebbe finanziare il progetto per un intero anno. Il calibro .350 è stato scelto appositamente perché non adatto alla caccia al rinoceronte, ma perfetto per gli animali delle pianure. Robin ha anche raccontato che un .350 fu il primo fucile Rigby che abbia mai usato, quindi si tratta di una scelta simbolica sotto molti aspetti. I 12 fucili sono stati interamente realizzati a mano nell’officina londinese della Rigby, su azioni Mauser square bridge, con design, proporzioni e dimensioni tratti dagli archivi storici del marchio.

Un dettaglio della coccia delle carabine Rigby parte del progetto che finanzierà Habitat for Rhino
Un dettaglio della coccia delle carabine Rigby parte del progetto che finanzierà Habitat for Rhino - © Tweed Media

Un futuro un po’ più roseo

C’è speranza che la marea stia iniziando a cambiare. Grazie alla dedizione di conservazionisti come Pauline e Robin, il futuro sembra finalmente un po’ più roseo per il rinoceronte bianco meridionale. Nel 2023, la Commissione per la Sopravvivenza delle Specie della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), tramite il Gruppo Specialistico per i Rinoceronti Africani, ha riportato il primo aumento della popolazione di rinoceronti bianchi da un decennio. Ma questa crescita, ancora fragile, non deve far dimenticare il lavoro vitale che deve proseguire.

Nel 2023, la Commissione per la Sopravvivenza delle Specie della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), tramite il Gruppo Specialistico per i Rinoceronti Africani, ha riportato il primo aumento della popolazione di rinoceronti bianchi da un decennio
Nel 2023, la Commissione per la Sopravvivenza delle Specie della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura), tramite il Gruppo Specialistico per i Rinoceronti Africani, ha riportato il primo aumento della popolazione di rinoceronti bianchi da un decennio - © Tweed Media

Gli Hurt hanno un piano per far crescere il loro progetto, sia in termini di estensione del territorio, sia per aumentare il numero dei ranger, attraverso la creazione di una riserva, la raccolta fondi e la collaborazione con vicini che condividano la loro visione. Il ricavato dei fucili Rigby sarà di enorme aiuto, e una maggiore consapevolezza del loro lavoro non può che giovare. Come ha detto Robin, con il sole che tramontava dietro le montagne namibiane: significa che i nostri figli e nipoti continueranno a vedere rinoceronti prosperare nel loro ambiente naturale. E questo significa tutto.

Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.

Altri articoli dalla sezione Racconti

SUDAFRICA – Dove prende vita il sogno africano
Pubblicato il in Racconti |
SUDAFRICA – Dove prende vita il sogno africano

Un padre, le sue figlie e l'Africa: un'esperienza a Royal Thabane con un impala che diventa simbolo di caccia etica, educazione e legame familiare >>

GERMANIA - La prima edizione degli SH Pioneer Field Days
Pubblicato il in Racconti | Matteo Brogi
GERMANIA - La prima edizione degli SH Pioneer Field Days

Agli SH Pioneer Field Days di Laubach, Sauenhammer, RWS, Sauer e Zeiss mostrano come tecnologia e preparazione possano elevare la caccia in battuta >>

ARGENTINA - A caccia alle anatre
Pubblicato il in Racconti |
ARGENTINA - A caccia alle anatre

Nei vasti acquitrini del fiume Salado, a sud di Buenos Aires, la caccia alle anatre sudamericane si trasforma in un viaggio tra abbondanza e tradizione >>

SCOZIA - Pernici a Bowhill, nel Selkirkshire
Pubblicato il in Racconti | Matteo Brogi
SCOZIA - Pernici a Bowhill, nel Selkirkshire

Una giornata di caccia alla pernice nella tenuta scozzese di Bowhill, tra storia, paesaggi spettacolari e conservazione >>