di Matteo Brogi
Sabatti Hemingway: la bolt action che celebra 350 anni di storia
In occasione del 350° anniversario Sabatti, nasce la carabina bolt action Hemingway Nobel High Grade: un omaggio allo spirito conservazionista del grande scrittore americano
Quando un’azienda storica come Sabatti decide di rendere omaggio alle proprie radici, il risultato non può che essere un’arma che unisce eleganza, classicità e tecnologia. Nasce così la Hemingway, carabina bolt action che porta la firma di uno dei più grandi scrittori del Novecento, cacciatore, narratore di terre selvagge e premio Nobel per la letteratura. Ma, soprattutto, questa serie limitata di sole 29 unità - realizzata con il benestare della Fondazione Hemingway - segna il tributo al 350° anniversario della nascita di Lodovico Sabatti, capostipite di una delle famiglie che hanno scritto la storia dell’archibugeria bresciana.

Sabatti Hemingway: un progetto che parla di classicità
La Hemingway non è una carabina per tutti. Lo chiarisce subito Emanuele Sabatti: «Abbiamo scelto materiali e soluzioni tecniche di altissima qualità, niente plastica: vogliamo richiamare le carabine classiche del secolo scorso, arricchite di dettagli artigianali e soluzioni tecnologiche moderne».

Il cuore di quest’arma è la conosciuta azione Sabatti Blizzard, fresata da una barra di acciaio triplo legato ad alta resistenza tensile, lavorata su centri a controllo numerico con tolleranze ridotte al minimo. La finitura superficiale è una delle sue cifre distintive: una tartarugatura dai toni saturi, ottenuta attraverso una tempra chimica, con la firma di Hemingway riportata in oro.

Un privilegio che il produttore ha ottenuto dalla Fondazione Hemingway che tutela l’eredità culturale, letteraria e personale dello scrittore. Un omaggio ufficiale alla figura del cacciatore-scrittore che ha fatto sognare tanti appassionati di avventura.

Tecnologia e tradizione: l’equilibrio perfetto

Chi conosce Sabatti sa che la vera protagonista dei suoi prodotti è la canna. E infatti la Hemingway monta una canna rotomartellata a freddo, lucidata e brunita, lunga 560 mm (22”) e con rigatura MRR multiradiale. Una garanzia di precisione, come vedremo nei risultati del test di tiro che pubblico a seguire. La volata filettata (M14x1), con boccola copri-filetto, consente di montare freni di bocca originali Sabatti o aftermarket. La volata misura 16 mm di diametro: dimensioni che rivelano un’impostazione venatoria classica.

Anche l’otturatore non delude: lavorato dai moderni centri a controllo numerico dell’azienda, presenta un profilo leggermente scanalato e il trattamento DLC nero lucido condiviso con tutte le parti metalliche dell’arma che non abbiano subito il trattamento di tartarugatura. Il DLC (Diamond-like carbon) è un rivestimento amorfo a base di carbonio che riproduce, a livello molecolare, alcune proprietà tipiche del diamante, come la durezza estrema (può raggiungere valori intorno ai 2.500-3.000 HV della scala Vickers). La deposizione avviene tramite tecniche PVD (Physical Vapor Deposition) o PECVD (Plasma Enhanced Chemical Vapor Deposition) in atmosfera controllata che garantisce uno strato uniforme di spessore micrometrico (tipicamente 1-3 μm) che non altera le tolleranze dimensionali delle parti e restituisce un coefficiente d’attrito estremamente basso. Resistenza all’usura, all’ossidazione e alla corrosione sono le caratteristiche che ne sanciscono l’eccezionalità.

L’otturatore a tre tenoni si svincola con un angolo di 60°; presenta un estrattore rinforzato di nuova concezione e un pomello intercambiabile.
Stile europeo per la calciatura
Per la calciatura, Sabatti ha scelto un noce europeo di grado D, venato e selezionato, lavorato e finito a mano. L’asta è impreziosita dal puntale in palissandro; l’impugnatura a pistola termina con una coccia tartarugata decorata in oro, fissata con viti a taglio anch’esse tartarugate. L’insieme è un esercizio di stile venatorio che guarda al passato ma parla agli appassionati di oggi. Al termine della pala del calcio è avvitato un calciolo; nero nel caso dell’arma in prova, è disponibile anche in rosso corallo, un tocco di classe che rimanda alle armi fini di produzione britannica.

Non mancano i dettagli di pregio: il caricatore amovibile da 3 colpi, in metallo, ha il fondello tartarugato. Un intreccio in oro completa questo particolare, facendone quasi un gioiello da mostrare più che un semplice componente funzionale. Tutte le incisioni sono realizzate a mano dalla Bottega Giovannelli.



Sicurezze e meccanica
Lo scatto di serie è uno standard Sabatti, netto e pulito: 1,2 kg di peso di sgancio dichiarato. Per chi preferisce, è disponibile su richiesta anche lo stecher alla francese. La sicura è manuale a due posizioni, come da tradizione sulle carabine europee. Non manca il custom bedding; ogni carabina è accompagnata dalla prova di tiro: un segno di attenzione a chi non si accontenta della bellezza e cerca anche la precisione balistica.

Un omaggio a Hemingway, tra mito e conservazione
Il legame con Ernest Hemingway non è solo marketing. Sabatti, col consenso della Fondazione Hemingway, ha voluto espressamente dedicare questa carabina a uno scrittore che ha fatto della caccia e della natura il fulcro della propria vita e delle proprie opere. La caccia gli offriva quell’adrenalina e quel contatto diretto con la vita e la morte che tanto ricercava anche nella scrittura. Nei suoi racconti e romanzi, dalla savana africana di Verdi colline d’Africa (1935) ai boschi americani del Michigan (I racconti di Nick Adams, raccolti nell’omonima raccolta solo nel 1972), la figura del cacciatore è simbolo di un uomo che rispetta l’animale proprio perché lo conosce, lo teme e lo rispetta.

Principi che si riflettono nel progetto di Sabatti: la scelta di materiali pregiati, l’assenza di polimeri e l’artigianalità rimandano a un’epoca in cui la caccia era soprattutto esercizio di stile e responsabilità ambientale. Come hanno scritto i suoi biografi, Hemingway «Non era un ambientalista nel senso moderno, ma disprezzava lo sterminio indiscriminato. Rispettava le quote di caccia, le leggi locali e sosteneva i ranger che proteggevano le riserve» (Michael Reynolds, Hemingway: The Final Years, 1999); e, ancora, «I safari africani di Hemingway erano motivati da una profonda ammirazione per la natura selvaggia e da una sincera preoccupazione che potesse sparire sotto la pressione di cacciatori senza scrupoli» (James R. Mellow, Hemingway: A Life Without Consequences, 1992).

Dopo il lancio, annunciato con discrezione, la produzione della Hemingway è stata confermata in soli 29 esemplari numerati, distribuiti tramite MRR Rifles. Il prezzo, adeguato a un'arma raffinata (3.750 euro) ma non irraggiungibile, definisce una carabina raffinata, prodotta con accuratezza; uno strumento da usare a caccia ma anche da collezionare e che può diventare un investimento.
Sabatti Hemingway: il test
La carabina Sabatti Hemingway è passata sul banco di prova di Hunting Log, con risultati che confermano la sua qualità. L’estetica è curata in ogni dettaglio e i riporti in oro nobilitano un oggetto dalle forme slanciate. La scorrevolezza dell’otturatore è da manuale, grazie al trattamento DLC.


Ottimo lo scatto standard, con un peso di sgancio che si attesta sui 1.450 grammi; è netto e pulito. Notevole anche la precisione, seppur condizionata dalle condizioni del test, effettuato con le sole mire metalliche per evitare qualsiasi danno all’azione. A 50 metri, distanza adeguata all’ingaggio del bersaglio con tacca e mirino, sono rimasto tra i 17 e i 25 millimetri. L’ottima reputazione delle canne MRR è ulteriormente confermata: questa rigatura, frutto di anni di ricerca e sperimentazione in campo balistico, utilizza profili di rigatura a curvatura variabile riducendo al minimo l’attrito e le deformazioni: offre un reale vantaggio competitivo alle armi che la adottano.

La Sabatti Hemingway Nobel High Grade rappresenta un perfetto equilibrio tra raffinatezza tecnica, cura estetica, funzionalità e valore simbolico. Non solo un tributo a Hemingway, ma un’arma di qualità elevata, pensata per rispondere alle richieste di collezionisti e appassionati in equilibrio tra prestazioni, culto della bellezza e memoria culturale.
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