di Matteo Brogi
Sabatti Rover Traqueur: dedicata al re del bosco
Pensata per la braccata e le specifiche esigenze del recupero, la bolt action Rover Traqueur di Sabatti è un'arma specialistica solida e rapida nell'impiego
C'è una linea sottile che separa una carabina a caricamento manuale per la caccia al cinghiale da tutte le altre: non è solo una questione di dimensioni compatte, di acquisizione rapida del selvatico o di robustezza generale. È una filosofia. Una carabina per il re del bosco deve essere un'estensione del cacciatore, capace di muoversi con lui nel fitto della vegetazione, sulle distanze che si misurano in adrenalina più che in metri. La bolt action Sabatti Rover Traqueur nasce esattamente per questo: nel cuore della tradizione venatoria italiana, là dove il cinghiale detta le sue leggi, serve un'arma che sia rapida, affidabile, istintiva.

La tradizione Rover: una storia che continua
La Traqueur è una delle ultime versioni presentate nella vasta famiglia Sabatti Rover di seconda generazione, ma porta con sé un nome che non è nuovo: già la prima generazione presentava una versione con lo stesso nome. Questa nuova Traqueur rinnova quel concetto con una piattaforma moderna, costruita sulla robusta azione Rover in lega 7075, ottenuta dal pieno, finita con un'anodizzazione dura e dotata di slitta Picatinny integrata.

Come su tutte le Rover di ultima generazione, l'azione in Ergal funge da contenitore e supporto, mentre il lavoro critico è affidato all'otturatore in acciaio, un pezzo ricavato dal pieno con lavorazioni CNC, tre tenoni di chiusura e apertura di 60°, che chiude nella barrel extension. Fluido, rapido, ben realizzato: già al primo utilizzo l'otturatore Rover trasmette la sensazione di meccanica solida e affidabile.


Canna corta e mire metalliche
La Traqueur è pensata per tiri rapidi, spesso d'istinto, entro il margine naturale della caccia in braccata. O tra le mani di un canaio o, perché no, di un recuperatore. Per questo monta una canna da 46 cm, rotomartellata a freddo e dotata di rigatura tradizionale. La volta 18 mm porta una filettatura standard 5/8"x24 per l'eventuale freno di bocca.

La struttura della canna, composta da un anello di culatta in acciaio ad alta resistenza e un tubo rotomartellato, è la stessa su cui Sabatti costruisce da anni la sua reputazione di precisione. Non manca la possibilità di intercambiare il componente, mantenendo la piattaforma Rover come base modulare; i cacciatori più evoluti apprezzeranno. Per quanto riguarda la scelta dei calibri, Sabatti ha optato per un classico .308 Winchester e un super tradizionale 8x57 JS.

Una carabina dedicata al fitto non può prescindere da organi di mira pensati per l'acquisizione immediata. Sabatti lo sa e propone una soluzione tanto semplice quanto efficace: tacca estremamente avanzata con tre punti verdi in fibra ottica, mirino con inserto rosso in fibra ben visibile anche in condizioni di luce complessa. La linea di mira corta favorisce la messa a fuoco naturale nell'azione dinamica, forse a scapito della precisione ma a tutto vantaggio della velocità di acquisizione del selvatico.

Trasporto e utilizzo della Sabatti Rover Traqueur
La cura posta dal produttore nel fornire una varietà di condizioni di porto è sorprendente: sono presenti l'attacco porta-cinghia tradizionale, uno laterale e tre anteriori, perfetti per chi si muove molto e vuole configurare la carabina in modo personalizzato. Interessante l'attacco posizionato sotto il mirino: consente alla carabina di restare all'interno della sagoma del cacciatore, aderente al corpo, evitando di impigliarsi nei rami del sottobosco, come richiesto a un'arma nata per il movimento. Non mancano gli slot M-Lok, dotazione standard di tutta la serie Rover di seconda generazione, ricavati in una placca multi-funzione e utili nel caso si voglia montare un bipiede o altri accessori.

Il calcio in polimero E-FT, esclusiva Sabatti (ne abbiamo parlato dettagliatamente qui), leggero e rigido, non teme umidità né sbalzi climatici. Molto ben riuscito il poggiaguancia intercambiabile (tre in totale quelli disponibili), così come il kit opzionale che consente di modulare anche la lunghezza della pala del calcio e, quindi, la Lop. È un calcio moderno, pulito, pragmatico, ma con un'impostazione che rimanda alla tradizione delle armi da battuta.


Precisione ed efficacia
La Sabatti Rover Traqueur è una carabina che fa esattamente ciò per cui è stata progettata. Non cerca di essere tutto, non deve piacere a chi cerca l'arma universale, non ha ambizioni sportive né venatorie per il tiro a lunga distanza. Questa è un'arma nata per esigenze specifiche, per chi si muove nel fitto, per chi vuole rapidità, immediatezza, controllo. L'acquisizione del selvatico - grazie alle mire metalliche in dotazione e all'eventuale ottica montata sulla slitta Picatinny - è istintiva.

Il peso di scatto è ideale: netto, regolare, non troppo leggero. Il produttore dichiara una pressione di sgancio di 1.200 grammi; l'esemplare in prova eccedeva di un 20% questo valore attestandosi su un dato che rappresenta un sicuro compromesso per l'impiego dinamico. Valida è anche la scelta della sicurezza a due posizioni, che blocca il meccanismo di scatto, il grilletto e l'otturatore.

In poligono, la canna da 46 cm sorprende e restituisce rosate più che adeguate entro i 100 metri, con uno smaltimento termico efficace grazie al profilo maggiorato del tubo; quei due millimetri di diametro in più rispetto al classico profilo Hunter sono garanzia di rigidità e, appunto, ottima gestione del surriscaldamento.

La carabina bolt action Rover Traqueur di Sabatti rappresenta un omaggio alla concretezza, con la tecnologia dove serve e la cura della tradizione dove è necessario.

Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.



