
di Simon K. Barr
SCOZIA - Pernici a Bowhill, nel Selkirkshire
Bowhill, nelle Borders scozzesi, regala giornate di caccia memorabili: tradizione, paesaggi fiabeschi e la gestione appassionata della famiglia Riddell
Le Scottish Borders sono splendide in quasi tutte le condizioni climatiche – ma in una mattina di inizio ottobre nella tenuta di Bowhill hanno mostrato il loro volto autunnale più bello. Una leggera brina, cieli limpidi e una dolce brezza occidentale hanno accolto i cacciatori riuniti a Kershope Farm, appena fuori Selkirk, casa di Stuart Riddell che, con il marchio Hawthorn Sporting, conduce da nove anni le battute di caccia sui 25.000 acri di Bowhill. La caccia è gestita commercialmente dai membri della famiglia Riddell: il figlio Robert è capo guardiacaccia e la moglie di Stuart, Kay, si occupa di amministrazione, finanze e catering.

Un territorio carico di storia
Questo luogo spettacolare e speciale è intriso di storia. La tenuta di Bowhill appartiene alla famiglia Buccleuch da più di sette secoli. Un tempo una vasta area boschiva ricopriva tutte le colline, le valli e i fiumi, conosciuta come Ettrick Forest. Nel 1322, Robert the Bruce la donò al clan Scott, antenati dell'attuale famiglia Buccleuch, in riconoscimento della loro lealtà.

Il nome Buccleuch, secondo la leggenda, risale al X secolo quando il re Kenneth III, durante una battuta di caccia in un profondo burrone ("cleugh") nel cuore della foresta, si trovò di fronte a un cervo che lo caricò mentre era disarmato. Un giovane John Scott riuscì ad afferrare l'animale per le corna, a rovesciarlo a terra e a salvare la vita del sovrano. Da quel giorno gli Scott furono chiamati Buccleuch ("la bestia del burrone") e ricompensati per il loro coraggio.
Quinta generazione di guardiacaccia, Stuart lavorò inizialmente a Chipchase Castle nel Northumberland, dove divenne indipendente (cosa che incoraggia tutti i gamekeeper a considerare), conducendo la caccia con il supporto della famiglia per oltre dieci anni, prima di trasferirsi a Beaufront Castle per altri nove, per poi stabilirsi nell'illustre e consolidata Bowhill nel 2012. Robert ha fatto esperienza a Gunnerside e Raby Castle, e lavora con il padre dall'età di cinque anni.
«A Bowhill offriamo fagiani e pernici su 40-50 giornate l'anno, con carnieri di solito tra 150 e 250 capi. All'inizio di settembre organizziamo anche una ventina di giornate di addestramento per cani da riporto, di solito per sei conduttori e sei cacciatori, che attirano interesse da tutto il Regno Unito» spiega Stuart. È evidente per chiunque visiti Bowhill che il paesaggio, con il suo insieme di felci, eriche e dirupi, si presta perfettamente a queste giornate di addestramento.
A caccia
E così arriviamo al giorno tanto atteso. La squadra, riunita da Peter Mulholland, è composta da P.J. Darling, Mark Gilbert, Simon K. Barr, Johnny Brydie, Wallace Menzies, Patrick Chamberlain e il duo padre-figlio George e Andrew Deans. Tutti vivono localmente o hanno un forte legame con le Borders.


La prima delle due battute mattutine – entrambe nella valle di Ettrick – si è svolta contro lo splendido sfondo della torre di Kirkhope, una pele tower del XVI secolo in stile scozzese classico, situata alla base di una fenditura in Kirkhope Hill (le pele o peel tower sono strutture difensive costruite lungo il confine anglo-scozzese che servivano come rifugio contro le incursioni dei Border reivers, i predoni che razziavano le terre di confine, ndt).


Gli uccelli sono arrivati fitti e veloci, singoli o in piccoli branchi, offrendo ottime occasioni lungo tutta la linea di sparo. «Avere questa topografia con cui lavorare» sorride Stuart, «è semplicemente gratificante – rende tutto il duro lavoro ancora più utile. Ci piace variare le battute per offrire ai nostri ospiti il massimo in termini di varietà, sia di difficoltà di tiro che di ambientazioni.

Cerchiamo di non sommergere i cacciatori con troppe pernici, al contrario: puntiamo a un flusso costante, dove ogni capo sia memorabile e cacciabile». Con 25 battute tra cui scegliere, si capisce che per Stuart e il suo team – tre guardiacaccia, quattro raccoglitori e dieci battitori – questo obiettivo è alla portata, e in questa occasione è stato perfettamente raggiunto.

Il pranzo si è svolto a Kershope, con i piatti gustosi e sostanziosi preparati da Kay Riddell. Una pausa utile prima delle battute pomeridiane, Watties e Watties Revenge, che offrono pernici davvero impegnative nei terreni più aspri della Yarrow Valley, in contrasto con i versanti più dolci della valle di Ettrick. Qui gli uccelli vengono spinti fuori dall'erica e dalle felci in alto sulla collina e planano sopra i cacciatori posizionati 40-50 iarde più in basso, mentre i battitori lavorano freneticamente.

Dopo pranzo il cielo si è velato, ma ancora abbastanza caldo da restare in camicia, e mentre le battute volgevano al termine il sole è riapparso per colorare le felci in oro autunnale, mentre la valle mostrava un mosaico di stoppie gialle, pascoli verdi e muretti a secco che si arrampicavano verso la brughiera all'orizzonte.

Carnieri importanti
Come in ogni caccia ben consolidata e rispettata, dietro le quinte c'è molto impegno per garantire la massima attenzione alla biodiversità e alla conservazione. «Il terreno qui è principalmente collinare, quindi abbiamo molte pecore. Al centro c'è una brughiera di 8.000 acri circondata da terreni più bassi, che è un rifugio per la fauna selvatica. Sono particolarmente felice di avere diverse coppie di barbagianni che nidificano vicino a casa mia» osserva Stuart.

La brughiera, che non riceve grouse da altre zone, non viene cacciata da decenni. Ulteriore prova del loro impegno, i Riddell possono vantare un audit esemplare dal British Game Alliance, di cui sono grandi sostenitori. «Il BGA ha passato un'intera giornata con noi di recente. Hanno chiesto di vedere uno dei nostri recinti di rilascio più grandi e li abbiamo portati a uno da 3.000 capi».


Conservazione e futuro
C'è quindi molto di positivo per il futuro. Stuart segnala numerose prenotazioni ripetute a Bowhill e un calendario molto solido. Un sindacato di cacciatori, per esempio, è ospite della famiglia da 17 anni consecutivi. «Sembra che vogliano solo tornare» dice Stuart. La lealtà, a quanto pare, è tutto. Per il futuro, il figlio Robert è pronto a raccogliere il testimone («Ho 63 anni e non ringiovanisco» dice Stuart), e l'ultimo arrivato nello staff ha quattro figli: «quindi non mancherà la forza lavoro».

Una visita gloriosa per questa squadra, che è ripartita colma di ricordi felici per una giornata alla grouse al sabato, non lontano da Bowhill, che – nel modo più curioso – si è rivelata la più piovosa mai registrata nella storia britannica. Come può cambiare il tempo nelle Scottish Borders. Carpe diem. Sempre.

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