La razza è stata plasmata nei secoli per la caccia ala lepre in ambiente appenninico
La razza è stata plasmata nei secoli per la caccia ala lepre in ambiente appenninico - © Luca Gandolfi
Pubblicato il in Armi e Accessori
di Redazione

Il segugio dell'Appennino diventa una razza riconosciuta FCI

Dopo un percorso durato anni, il segugio dell'Appennino è diventato la diciottesima razza italiana a essere riconosciuta, seppur provvisoriamente, dalla FCI e ora potrà iniziare il percorso finalizzato all'ottenimento del riconoscimento definitivo

Il presidente dell'Enci Dino Muto ha annunciato che il segugio dell'Appenino è stato riconosciuto dalla FCI, la Federazione cinologica internazionale, come una nuova razza. Si tratta della diciottesima razza italiana riconosciuta e il risultato è stato possibile grazie ad anni di impegno coordinato tra Enci, Società italiana pro segugio e allevatori.

«La ratifica da parte della Commissione Generale FCI - ha commentato Muto - rappresenterà l'atto conclusivo del riconoscimento provvisorio, che consente la partecipazione dei cani anche alle manifestazioni organizzate all'estero per l'ottenimento del CAC. Il riconoscimento provvisorio è finalizzato al proseguimento del percorso per giungere al riconoscimento definitivo FCI della razza». Il Presidente Enci ha poi definito il traguardo raggiunto «un passo importante per la cinofilia italiana e per la valorizzazione del patrimonio zootecnico del nostro paese».

Di aspetto gradevolmente rustico con muscoli ben evidenti, con le due varietà a pelo forte e raso, la razza è stata plasmata nei secoli per la caccia al suo selvatico di elezione, la lepre, in ambiente appenninico. Già nel 1882 in uno scritto su "La Caccia" questo segugio veniva annoverato fra le razze da seguita sebbene, fino ad oggi, non fosse tra le razze riconosciute a livello internazionale.


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