Ancora una volta assistiamo all'ampliamento delle zone colpite dal virus
Ancora una volta assistiamo all'ampliamento delle zone colpite dal virus - © Jerzy Strzelecki
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di Redazione

Cambia ancora la geografia della peste suina

La Commissione europea ha approvato la nuova versione del regolamento che identifica le zone di restrizione legate alla peste suina africana

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea del Regolamento di esecuzione (UE) 24/413 approvato dalla Commissione Europea cambia ancora una volta la geografia disegnata dalla peste suina africana. La malattia, almeno nel nostro Paese, non ferma la sua avanzata e di conseguenza si è resa necessaria la rimodulazione delle aree istituite per la sua gestione.

Qualche settimana fa la Regione Emilia Romagna aveva anticipato con apposita ordinanza i divieti previsti dalla normativa europea per diversi comuni che solo ora sono ufficialmente ricompresi in una delle zone di restrizione previste dalla normativa. Ora anche le altre Regioni, Lombardia, Piemonte e Liguria, dovranno adeguare le strategie di contrasto in base a quanto deciso dalla Commissione Europea a seguito della trasmissione dei dati da parte del Ministero della salute.

Sostanzialmente in Zona di restrizione II non è possibile alcuna forma di prelievo venatorio le operazioni di depopolamento devono essere svolte solo in regime di controllo. Per tutti i capi prelevati in questa zona è prevista la distruzione. In Zona di restrizione I, invece, al controllo si affianca il prelievo selettivo, resta vietata la caccia collettiva in ogni sua forma, e i capi possono essere consumati, ma solo all'interno della stessa zona di restrizione. Regole a cui i cacciatori dovranno prestare molta attenzione dal momento che le eventuali sanzioni sono di natura penale.


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