Secondo i piani di gestione il prelievo andrebbe adattato allo stato delle popolazioni
Secondo i piani di gestione il prelievo andrebbe adattato allo stato delle popolazioni - © Kandukuru Nagarjun
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di Redazione

Tortora, Federcaccia a gamba tesa contro gli animalisti

Dopo la recente diffida del mondo animalista sul prelievo della tortora, la principale associazione venatoria italiana ha attaccato gli animalisti smontandone le posizioni sia sotto il profilo tecnico che scientifico

Nei giorni scorsi diverse associazioni animaliste hanno scritto una diffida alle Regioni sul tema della caccia alla tortora chiedendone l'esclusione dal prelievo per la prossima stagione. Secondo gli animalisti tale posizione sarebbe giustificata dallo stato di conservazione della specie a livello europeo. Oggi, con un comunicato stampa, la principale Associazione venatoria italiana ha risposto alle critiche animaliste bollandole come «posizioni apertamente abolizioniste basate solo su motivazioni ideologiche ed emotive che non tengono conto di elementi tecnico scientifici».

Dopo aver proceduto a una disamina sullo stato di conservazione della tortora, Federcaccia ha poi precisato che, contrariamente a quanto riportato dalle associazioni animaliste, la possibilità di prevedere il prelievo della specie non configura alcuna violazione delle norme europee, ma che, anzi, tale possibilità è un'opzione prevista dal meccanismo che ne regola la gestione. Secondo i piani di gestione, infatti, la tortora dovrebbe essere oggetto di "prelievo adattativo". In pratica la quota di capi prelevabili andrebbe semplicemente adattata allo stato delle popolazioni.

Federcaccia, dopo aver ribadito che ritiene inaccettabile che si interpretino i piani di prelievo in modo ideologico e non scientifico, ha poi fatto presente di essere impegnata in prima linea per la tutela della specie con studi e azioni sugli habitat a differenza delle associazioni animaliste. Concludendo, Federcaccia ha inoltre ricordato che, nel nostro Paese, quando si impongono divieti preferendoli alla gestione, il risultato è spesso il disinteresse e l'abbandono delle azioni positive per la soluzione del problema.


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