La specie è stata oggetto di un progetto di reintroduzione avviato negli anni '90
La specie è stata oggetto di un progetto di reintroduzione avviato negli anni '90 - © Giles Laurent
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di Redazione

Stambecco, una serata per delinearne lo stato di conservazione

Il Parco delle Orobie Valtellinesi presenterà i risultati raccolti durante il monitoraggio della specie che si è svolto lo scorso anno

Verranno presentati Venerdì 31 gennaio, presso la sede del Parco delle Orobie Valtellinesi di Albosaggia, i risultati delle attività di monitoraggio dello stambecco effettuate nel corso del 2024. Il censimento è stato organizzato dal Parco delle Orobie Bergamasche in collaborazione con i corpi di Polizia Provinciale di Bergamo, Sondrio e Lecco, delle Aziende Faunistiche Venatorie Valbelviso-Barbellino e Val Bondone-Malgina, del Parco Orobie Valtellinesi e con il supporto scientifico di Istituto Oikos.

I dati raccolti saranno presentati da Eugenio Carlini, zoologo, laureato in Scienze Naturali ed esperto di conservazione e gestione faunistica, che segue la popolazione di stambecchi presente nelle Orobie fin dall’esordio del progetto di reintroduzione avviato negli anni ’90. La presentazione, che avrà inizio alle ore 20.45, potrà essere seguita anche in diretta streaming sul sito del Parco.

Lo stato delle popolazioni di stambecco è particolarmente interessante, oltre che sotto il profilo conservazionistico, anche sotto quello venatorio. La sopravvivenza della specie è infatti emblematica di come l’interesse venatorio possa tradursi in azioni di conservazione, dal momento che fu proprio la passione venatoria di Casa Savoia a salvare lo stambecco dall’estinzione e a porre le basi per la futura “riconquista” di tutto l’arco alpino. Oggi, a distanza di un secolo da quando la caccia ha salvato la specie, sarebbe forse il caso di ricominciare a parlare di prelievo.


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