Il prelievo di 581.302 fringuelli non crearebbe significativi rischi per la specie
Il prelievo di 581.302 fringuelli non crearebbe significativi rischi per la specie - © Charles J. Sharp
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di Redazione

Deroghe: Ispra fornisce i numeri per prelievo di storno e fringuello

Ispra avrebbe definito le “piccole quantità” per il prelievo in deroga ponendo le basi per la riapertura della caccia al fringuello già da quest’anno

Carlo Bravo, consigliere regionale lombardo eletto con i voti del mondo venatorio bresciano, ha annunciato ieri sui propri canali social che Ispra avrebbe provveduto all’individuazione delle piccole quantità di uccelli migratori prelevabili in regime di deroga ai sensi dell’art. 9 comma 1 lett. c) della Direttiva 2009/147/CE. Si tratterebbe di una svolta epocale per quanto attesa, soprattutto alla luce della sentenza del Consiglio di Stato che la scorsa estate aveva dichiarato illegittimo il rifiuto da parte dei tecnici di Ozzano di fornire alle Regioni i numeri necessari all’esercizio delle previsioni normative in tema di deroghe.

Secondo quanto si apprende, l’istituto ha rilasciato una nota nella quale si evidenzia che “il prelievo operato su scala nazionale nei limiti di 581.302 fringuelli e 230.242 storni, rappresentano quantità che demograficamente, se confrontate con le popolazioni europee delle due specie, possono essere considerate “relativamente piccole” ovvero tale da non creare significativi rischi di impatto demografico sulle popolazioni complessive delle due specie. [Pertanto] si ritiene che non sussistano motivi ostativi, in termini di gestione sostenibile della fauna, all’effettuazione dei suindicati prelievi proposti in Italia, nel limite massimo sopra indicato”.

Partendo da quanto anticipato da Bravo, non è azzardato affermare che dopo quasi un ventennio si potrà finalmente tornare a esercitare la caccia in deroga. Per poterlo fare i numeri forniti dovranno essere ripartiti a livello nazionale tra le Regioni e Province autonome che formalizzeranno apposita richiesta entro la fine del mese di aprile, per poi procedere all’inserimento di fringuello e storno nell’elenco delle specie cacciabili in fase di redazione dei calendari della prossima stagione.


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