
di Redazione
Crescono le specie aliene invasive, cosa significa per i cacciatori?
L'UE ha aggiornato l'elenco delle specie aliene invasive. Una decisione che, in alcuni casi, potrebbe riguardare da vicino alcune comunità venatorie europee
Lo scorso 20 giugno, il Comitato europeo sulle specie aliene invasive (IAS) ha modificato l'elenco delle IAS inserendo ben 26 nuove specie. L'inserimento di tre di queste in particolare, con il conseguente cambio di approccio gestionale, ha ripercussioni dirette su cacciatori, gestori di riserve venatorie e comunità rurali europei.
Il cervo sika (Cervus nippon), presente con alcuni nuclei isolati anche nel nostro paese, è stato inserito nell’elenco a causa del rischio di ibridazione con il cervo rosso (Cervus elaphus) autoctono e per i potenziali danni ecologici. Per questa specie alcuni Stati membri avevano caldeggiato la possibilità di gestione venatoria a livello locale, ma la Commissione, sebbene abbia comunque riconosciuto la caccia quale valido strumento gestionale, ha optato per l'inserimento in elenco.
Se sull'inquadramento del sika come IAS il mondo venatorio si è dimostrato freddo, per altre due specie l'ingresso nell'elenco rappresenta sicuramente una buona notizia. Entrano infatti tra le specie aliene oggetto di necessario intervento il visone americano, la cui inclusione potrebbe influire sulle strategie di controllo dei predatori e in particolare sulla conservazione della selvaggina da penna (potenzialmente maggiori finanziamenti governativi per il controllo del visone americano) e il castoro nordamericano (Castor canadensis). Quest’ultima specie è in grado di alterare gli habitat delle zone umide, colpendo le specie di interesse venatorio e competendo con il castoro europeo autoctono.
Se sei interessato alla caccia sostenibile e alla conservazione dell'ambiente e della fauna selvatica, segui la pagina Facebook e l'account Instagram di Hunting Log, la rivista del cacciatore responsabile.



