
di Redazione
Calabria, su VIncA e calendario la Regione sbaglia due volte di fila
Con un comunicato stampa congiunto, Federcaccia e Italcaccia Calabria hanno voluto fare chiarezza sull’approvazione del decreto di VIncA del calendario venatorio
Federcaccia e Italcaccia Calabria hanno rilasciato un dettagliato comunicato stampa per denunciare la situazione venutasi a creare in merito all’adozione del provvedimento di valutazione di incidenza ambientale (VIncA) relativo al calendario venatorio della prossima stagione. Secondo le due associazioni, la prima versione del documento, pubblicata all’inizio del mese di luglio, riportava irregolarità tali da spingerle a definire l’atto “gravemente viziato, tecnicamente ingiustificato e ancora una volta penalizzante per l’attività venatoria”.
Secondo le due associazioni le prescrizioni del decreto si sarebbero tradotte nell’impossibilità di praticare la caccia in diverse aree ZSC, nella riduzione dei periodi previsti e addirittura nel posticipo dell’apertura al 1° novembre per l'enorme ZPS Costa Viola, nonché nelle ZSC Murge di Strongoli, Timpa di Cassiano Belvedere, Vallone S. Elia, Monte Scrisi, Torrente San Giuseppe e Madama Lucrezia e per questo ne avevano chiesto e ottenuto la rettifica.
Ora, però, la seconda versione del documento, sempre secondo le associazioni venatorie, sanerebbe solo in parte le ”aberranti e ingiustificate misure che continuano a limitare incomprensibilmente altri importanti territori” e continuerebbe a contenere divieti e misure, incongruenti ed esorbitanti rispetto alla corretta applicazione delle direttive comunitarie. Per questo, Federcaccia e Italcaccia hanno rivolto un nuovo appello alla Giunta regionale affinché possa definitivamente essere sanata la situazione, riservandosi, in caso ciò non avvenisse, il diritto di valutare ogni ulteriore iniziativa per rivendicare le istanze del mondo venatorio calabrese.
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