
di Redazione
Lombardia, nuova ordinanza sulla Peste suina africana
L'obiettivo del documento firmato da Attilio Fontana è quello di integrare le previsioni contenute nelle ultime due ordinanze commissariali
Il presidente della Giunta regionale lombarda Attilio Fontana ha firmato una nuova ordinanza in materia di Peste suina africana. Il documento, che si occupa di tutti gli aspetti legati alla presenza del virus adattando le norme nazionali al territorio regionale, affronta anche la gestione del cinghiale dettando le regole per l'attività di prelievo della specie sia in controllo che a caccia.
Nello specifico, nelle zone di restrizione I, II e III si ribadisce il divieto di prelievo venatorio della specie, mentre resta possibile l'attività di controllo sia in selezione che con forma collettiva utilizzando massimo tre cani e 15 operatori. Viene anche fissata una frequenza minima per l'attività di controllo a seconda della zona e si ribadisce che l'attività di controllo faunistico del cinghiale nelle zone soggette a restrizione deve essere svolta anche nelle aree protette e negli istituti faunistici di ogni tipo.
Per quanto riguarda la Zona CEV, quella più esterna e nella quale si devono concentrare gli sforzi per fermare l'avanzata della malattia, il depopolamento è consentito esclusivamente tramite l'uso di trappole e il tiro selettivo. La nuova ordinanza chiarisce altresì quali sono i soggetti che possono essere impiegati nell'attività di controllo del cinghiale. Tra questi figurano le ditte specializzate appositamente incaricate, le forze armate e gli agenti di polizia provinciale e metropolitana, ma anche gli operatori abilitati al controllo faunistico purché con residenza venatoria nelle rispettive zone soggette a restrizione.
Nei territori indenni dalla malattia ricompresi nella zona di riduzione della densità del cinghiale, invece, sarà possibile praticare la braccata dal 1° ottobre al 31 gennaio e la caccia in selezione al cinghiale è consentita, secondo le disposizioni vigenti, fino a 12 mesi l'anno. In queste aree però si dovrà perseguire un target di depopolamento corrispondente ad una densità obiettivo zero e per farlo, qualora non bastasse il prelievo venatorio, si potrà ricorrere anche al controllo faunistico. Per quanto riguarda invece la caccia alle altre specie, nei territori soggetti a restrizione i cacciatori dovranno applicare le norme di biosicurezza già apprese nelle scorse stagioni.
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