
di Redazione
Fidc Calabria: "La Regione si attivi per deroga in zona infetta"
Federcaccia Calabria ha chiesto ai vertici regionali di attivarsi al fine di ottenere la deroga per l'attività venatoria sul cinghiale in Zona di Restrizione 1
Federcaccia Calabria ha diramato una nota nella quale fa sapere di aver richiesto ufficialmente alla Regione di attivarsi al fine di ottenere la deroga per il prelievo venatorio del cinghiale nei territori dei venti Comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria attualmente ricompresi in Zona di Restrizione 1. L'ordinanza firmata lo scorso luglio dal commissario per la peste suina africana Giovanni Filippini subordina infatti la possibilità di cacciare il cinghiale all'ottenimento di apposita autorizzazione da parte della struttura commissariale, senza la quale il prelievo venatorio resta vietato.
«A suffragare la richiesta formulata - si legge nella nota - una serie di elementi e condizioni come ad esempio i risultati della medesima attività svolta nel corso della stagione precedente che, nel pieno rispetto dei prescritti standard di biosicurezza, hanno consentito di raggiungere, anche e soprattutto grazie all'attività venatoria, i target fissati per il depopolamento».
Secondo l'associazione venatoria infatti, anche il nuovo obiettivo di prelievo posto dal commissario, ovvero il 150% dei cinghiali abbattuti negli anni precedenti, sarebbe irraggiungibile senza l'attivazione della deroga e in particolare senza la caccia in braccata. Federcaccia ha inoltre sollecitato i competenti dipartimenti regionali affinché si faccia il possibile per ottenere la revoca della zona infetta sul territorio regionale dal momento che, da oltre un anno, non si registrano casi di peste nei suini selvatici.
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