
di Redazione
Emilia-Romagna, la Lega bacchetta la Giunta su gestione della nutria
Secondo il consigliere Fiazza, un'armonizzazione a livello regionale e l'utilizzo di carabine ad aria compressa permetterebbero un controllo più incisivo della specie
«La gestione delle nutrie non può procedere in ordine sparso. Esistono già modelli efficaci sperimentati: vogliamo capire perché l'Emilia-Romagna non riesca ad applicarli in modo uniforme». È quanto afferma il consigliere regionale della Lega, Tommaso Fiazza, che ha recentemente depositato un'interrogazione alla Giunta dell'Emilia-Romagna.
Secondo il leghista, la Regione sarebbe caratterizzata da una "forte disomogeneità territoriale" e dalla mancanza di "un coordinamento regionale che garantisca standard unici di sicurezza e operatività". Una situazione che rallenterebbe gli interventi e rendere complicato replicare modelli efficaci già rodati. Il riferimento è a quanto messo in atto dalla Provincia di Ferrara dove l'impiego di operatori formati e l'utilizzo di carabine ad aria compressa non depotenziate e calibri .22 LR hanno aumentato l'efficacia del controllo e ridotto i danni. La richiesta è quella di approvare procedure e modalità formative uniformi a livello regionale.
Roditore di origine alloctona e inserita nell'elenco delle specie esotiche invasive di rilevanza unionale, la nutria è presente in Italia dagli anni '20 del secolo scorso. La normativa europea di riferimento obbliga all'eradicazione ove possibile o al controllo finalizzato a minimizzarne l'impatto sulla biodiversità. Pur non essendo protetta al pari di talpe, ratti, topi propriamente detti e arvicole, la legge ha previsto che gli interventi per il controllo vengano realizzati secondo quanto prescritto dall'art. 19 della 157/92. In Emilia-Romagna la specie, oltre che per i danni all'agricoltura, è finita sotto accusa, in occasione dei recenti eventi alluvionali, per quelli causati agli argini.
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