Per il Parco è preferibile rimuovere gli animali senza ucciderli
Per il Parco è preferibile rimuovere gli animali senza ucciderli - © Andrea Dal Pian
Pubblicato il in Attualità
di Redazione

Parco Alta Murgia, anche la selezione per il controllo del cinghiale

L'area protetta ha deciso di autorizzare l'abbattimento selettivo, ma solo come misura emergenziale e secondaria alle catture e al trasferimento degli animali

Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia ha approvato un nuovo disciplinare per il controllo del cinghiale. Il provvedimento si colloca nell'ambito del Priu (Piano Regionale di Interventi Urgenti) per la gestione della Psa ed è stato adottato lo scorso 11 novembre dal commissario straordinario del Parco Nicola Fedele Loizzo. Con l'approvazione del documento, l'area protetta intende collaborare nella strategia regionale di contrasto alla malattia e contribuire significativamente al conseguimento dell'obiettivo annuale di depopolamento.

Il disciplinare definisce nel dettaglio le modalità operative per il controllo della specie all'interno del Parco. Come metodo prioritario per la rimozione degli animali è però stata scelta la cattura, mediante gabbie o chiusini, e si è previsto il trasferimento degli stessi, vivi, in un "centro di stoccaggio". Solo come misura secondaria, e a integrazione delle catture, è previsto l'abbattimento selettivo da postazione fissa, effettuato esclusivamente da personale tecnico abilitato. A tal fine l'Ente Parco attiverà un percorso formativo per selezionare gli operatori sulla base di specifico programma approvato dall'Ispra.

"L'attività di abbattimento selettivo da postazione fissa - si legge nel disciplinare - viene adottata esclusivamente in ragione dell'emergenza sanitaria connessa alla diffusione della Peste Suina Africana, quale misura straordinaria e temporanea finalizzata al contenimento del rischio epidemiologico e alla tutela della salute animale, in coerenza con quanto previsto dagli interventi di sanità pubblica veterinaria". L'area protetta procederà nei prossimi mesi alla costituzione d'un apposito albo degli operatori abilitati tramite una specifica manifestazione d'interesse promossa dall'Ente Parco stesso.


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