Il campionamento degli anatidi abbattuti negli appostamenti fissi è un valido strumento di monitoraggio e individuazione precoce del virus
Il campionamento degli anatidi abbattuti negli appostamenti fissi è un valido strumento di monitoraggio e individuazione precoce del virus - © Face
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di Redazione

Influenza aviaria, qual è la situazione?

Nelle ultime settimane, anche in Italia, molti appassionati hanno dovuto fare i conti con le conseguenze dei primi focolai della malattia, che quest'anno pare mostrare particolare vigore

Tra le numerose ripercussioni dell'influenza aviaria ci sono quelle sull'attività venatoria. Per fare alcuni esempi, nelle scorse settimane diversi Atc del nord Italia si erano visti costretti a sospendere le immissioni di selvaggina e, in molti casi, chi utilizza richiami vivi, specialmente nella caccia agli acquatici, deve attenersi a rigidi protocolli. Capire l'evoluzione della malattia a livello europeo può quindi aiutarci a meglio comprendere il fenomeno e le sue ricadute sugli ultimi due mesi di questa stagione venatoria.

Gli ultimi dati di sorveglianza mostrano che l'ondata di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) di questa stagione continua a diffondersi in ampie zone d'Europa. Tra il 6 settembre e il 14 novembre 2025 sono stati segnalati oltre 1.443 casi di virus HPAI A(H5) negli uccelli selvatici in 26 paesi europei, circa quattro volte in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. La malattia continua quindi a mettere a dura prova sia le popolazioni di uccelli selvatici che gli allevamenti avicoli tenendo alto il livello di attenzione e le preoccupazioni.

I cacciatori, che proprio per le peculiarità delle loro attività sono maggiormente esposti al virus, svolgono un ruolo chiave nella diagnosi precoce. Da anni infatti, anche nel nostro Paese, collaborano con le autorità sanitarie nel monitoraggio della malattia. Nella pratica venatoria resta importante evitare il contatto con uccelli malati o morti, segnalare eventuali casi e mantenere una rigorosa igiene dopo ogni uscita, tenendo i cani lontani da animali potenzialmente infetti ed evitando di catturare uccelli che mostrano comportamenti anomali.


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