
di Redazione
Dati e numeri scagionano la caccia
Guardando ai dati sulle attività che minacciano la biodiversità ci si accorge che la caccia figura tra quelle meno impattanti
Secondo quanto stimato dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, l'attività venatoria influirebbe sulla biodiversità solo per lo 0,66%. È quanto emerge da uno studio sulle pressioni esercitate da diverse attività antropiche sulle specie e sugli habitat condotto dall'organismo UE.
Scorrendo i risultati dello studio, al primo posto tra le attività impattanti troviamo l'agricoltura, che da sola incide per oltre un quinto della pressione esercitata (21,4%), seguita da attività come la trasformazione dei suoli, la gestione forestale, l'invasione di specie aliene e l'inquinamento. In questo lungo elenco la caccia cuba meno dell'1% ed è, di fatto, una delle attività meno impattanti.
Sul tema è recentemente intervenuta Federcaccia con una nota e, in occasione della Giornata mondiale del suolo, lo scorso venerdì 5 dicembre, con un video del presidente nazionale Massimo Buconi. Il vertice della principale associazione venatoria italiana ha infatti invitato tutti a riflettere su questo dato anche alla luce delle recenti campagne mediatiche anticaccia che hanno cercato di demonizzare e ostracizzare l'attività venatoria.
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