
di Redazione
«La caccia sociale non si tocca!»
Nella giornata di ieri, a Roma, è andata in scena la 70^ Assemblea nazionale straordinaria della Federazione Italiana della Caccia. «Una Federazione che non si limita - ha rimarcato in un comunicato stampa l'associazione - a essere "sindacato dei cacciatori" o collocatore di tessere, ma affronta quotidianamente un ampio ventaglio di temi e problematiche che coprono a 360 gradi gli aspetti gestionali, politici e sociali della caccia, del territorio e dell'ambiente».
E proprio in questo contesto è da inquadrare la forte presa di posizione manifesta dal presidente nazionale Massimo Buconi nel corso della sua relazione all'Assemblea. «Finché ci sarà Federcaccia e questo gruppo dirigente, - ha affermato Buconi in uno dei passaggi maggiormente applauditi del suo intervento -la caccia sociale in Italia non si tocca».
Dichiarazioni che giungono in un momento nel quale è innegabile che alcune spinte da parte di settori diversi da quello venatorio, come per esempio quello agricolo, stiano cercando di "suggerire" approcci diversi al prelievo venatorio. Approcci che, se assecondati, rischierebbero di portare allo scardinamento di quella caccia sociale che ha caratterizzato i mondo venatorio italiano degli ultimi decenni, ma che oggi appare non particolarmente resiliente di fronte alle sfide del mondo moderno.
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