Ora, per permettere la continuazione del prelievo, la Regione Marche deve revocare la delibera di recepimento della sentenza del Tar
Ora, per permettere la continuazione del prelievo, la Regione Marche deve revocare la delibera di recepimento della sentenza del Tar - © Wikimedia Commons / jo-h
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di Redazione

Marche, sospesa sentenza di chiusura per turdidi e beccaccia

Oltre alla possibilità di riapertura del prelievo, l'ordinanza ribadisce il medesimo rango del parere del CTFVN rispetto a quello Ispra e discrezionalità della scelta da parte delle Regioni in caso di divergenza

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso Federcaccia contro la sentenza del Tar che aveva imposto la chiusura della caccia ai turdidi e alla beccaccia al 10 gennaio e sospeso gli effetti della pronuncia impugnata ponendo le basi per la riapertura del prelievo. Per consentire il proseguo del prelievo la Regione dovrà ora revocare la delibera con la quale, dopo il giudizio del Tar, aveva fissato la chiusura della specie al 10 gennaio. Il massimo Tribunale amministrativo, accogliendo la richiesta della prima associazione italiana, ha fissato la trattazione del merito al 2 luglio 2026.

Oltre alle dirette implicazioni sul prelievo, i sommi giudici hanno di fatto sancito che il parere Ispra non ha rango superiore rispetto a quello del CTFVN. "Mentre il primo è autoreferenziale e sostanzialmente si esaurisce in una valutazione interna dell'Istituto - scrive Federcaccia nel commentando il pronunciamento - , al contrario il CTFVN, in ossequio alla L. 241/1990, sia per la sua composizione, che assicura la presenza di tutti i portatori di interesse, sia per il confronto con le Regioni, che si svolge in più sedute, garantisce la regolarità dell'iter procedimentale e il completo apporto partecipativo". Apparirebbe quindi totalmente legittimo, in caso di pareri divergenti, che le Regioni, nella definizione dei calendari, possano discostarsi dalle prescrizioni dell'Ispra.

«Ancora una volta vediamo premiati gli sforzi, in questo come in altri casi unici attori, nella tutela della certezza dei Calendari venatori regionali e delle legittime aspettative dei cacciatori - ha affermato il numero uno Fidc, Massimo Buconi. Adesso auspico che la Regione Marche voglia prendere immediatamente atto dell'Ordinanza del Consiglio di Stato e dunque revocare di tutta urgenza la delibera di Giunta che aveva ottemperato alla sentenza del TAR».


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