Nel solo 2026 andrebbero prelevati 416.000 cinghiali
Nel solo 2026 andrebbero prelevati 416.000 cinghiali - © Andrea Dal Pian
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di Redazione

Peste suina, una nuova ordinanza che riguarda anche le zone indenni

Con una nuova ordinanza la struttura commissariale ha aggiornato il Piano nazionale per la cattura, l'abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da Psa

Il commissario straordinario per l'emergenza Psa Giovanni Filippini ha firmato ieri 4 febbraio l'ordinanza n. 1/2026. Il nuovo atto normativo, avente come oggetto "Piano di azione nazionale per la cattura, l'abbattimento e il destino delle carcasse di cinghiale nelle zone indenni da Psa" modifica il precedente documento approvato nel 2023 con l'obiettivo generale di ridurre significativamente le densità di cinghiale su tutto il territorio nazionale.

Il nuovo piano ridefinisce gli obiettivi numerici, i tempi e le modalità delle catture e degli abbattimenti della specie per il triennio 2026-2028 alla luce dei primi anni di attuazione. Il documento, dopo le opportune valutazioni, fissa, Sardegna esclusa, un piano di prelievo di 416.000 cinghiali da rimuovere nel solo anno in corso, prevedendo un incremento del 20% rispetto alla media degli abbattimenti effettuati nel biennio 2023-2024. Il numero di animali da prelevare verrà inoltre aggiornato periodicamente in base ai risultati ottenuti al fine di "assicurare che l'azione di controllo rimanga sempre intensa ed efficace nel tempo". L'obiettivo è quello di rimuovere almeno il un terzo dei cinghiali della penisola, stimanti in una media di 1.250.000 capi.

Il piano fissa, regione per regione, il numero di cinghiali da rimuovere ripartendolo tra le diverse forme di prelievo, caccia collettiva, selezione e controllo. Il documento definisce "indispensabile" un maggior ricorso al controllo e suggerisce l'implementazione di piani coordinati di cattura e prelievo selettivo notturno su tutto il territorio, aree protette incluse, che dovrebbero concentrarsi sulla rimozione selettiva di femmine e giovani. Nelle zone non vocate (aree urbane, territori ad alta antropizzazione o a elevata densità suinicola) l'obiettivo resta comunque la completa eradicazione del cinghiale.


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