La principale novità introdotta riguarda la possibilità per l'operatore faunistico di diventare proprietario dell'animale abbattuto
La principale novità introdotta riguarda la possibilità per l'operatore faunistico di diventare proprietario dell'animale abbattuto - © Matteo Brogi
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di Redazione

Umbria, un nuovo disciplinare per la filiera delle carni

Regole chiare e strumenti operativi concreti per contrastare l'illegalità, tutelare gli agricoltori e promuovere una filiera trasparente, controllata e capace di generare valore per l'Umbria. Sono questi gli obiettivi del nuovo disciplinare

La giunta regionale dell'Umbria ha approvato un nuovo disciplinare per la filiera delle carni di ungulati prelevati in regime di controllo. Si tratta di un aggiornamento del precedente documento e l'obiettivo, ha spiegato l'assessore regionale con delega alla caccia Simona Meloni, è quello di migliorare gestione, tracciabilità e valorizzazione delle carni degli animali oggetto di controllo faunistico.

La principale novità introdotta riguarda la possibilità per l'operatore faunistico di diventare proprietario dell'animale abbattuto attraverso l'acquisto preventivo di una fascetta. La gestione delle fascetta sarà in capo agli atc che dovranno utilizzare i proventi per l'indennizzo dei danni alle produzioni agricole e per le attività di prevenzione. Le modifiche mirano inoltre a meglio strutturare la filiera esistente con lo scopo di contrastare la vendita illegale e attribuire un valore economico riconosciuto ai capi prelevati in regime di controllo.

«Con questo atto – ha dichiarato Meloni – rafforziamo un modello regionale che tiene insieme gestione faunistica, tutela delle produzioni agricole, legalità e valorizzazione economica». L'assessore ha inoltre definito la filiera della selvaggina un volano per lo sviluppo dei territori rurali e per le aree interne. L'intenzione, ha spiegato il membro della giunta, è quella di attivare un percorso partecipato con le associazioni venatorie per concordare delle linee guida di gestione. Su quest'ultimo punto però sono giunte critiche dalle realtà riunite nella Cabina di Regia. Le associazioni, che avevano chiesto un incontro in fase di stesura del documento, hanno infatti lamentato la mancanza di un coinvolgimento preventivo e non a posteriori.


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