L'Italia ha recentemente adottato il piano di gestione nazionale della specie
L'Italia ha recentemente adottato il piano di gestione nazionale della specie - © Kandukuru Nagarjun
Pubblicato il in Conservazione
di Redazione

Tortora selvatica: se l'obiettivo è cacciarla, serve darsi da fare

In assenza di un un serio impegno sul piano gestionale, il prelievo della tortora rischia di restare un miraggio. Per questo il mondo venatorio deve operare sia sul fonte dei miglioramenti ambientali che della raccolta dati se intende tornare a cacciare questo affascinante migratore

Con l'avvio dei lavori di stesura dei calendari venatori, tra i tanti, torna centrale il dibattito sul prelievo della tortora selvatica. La specie, il cui stato di conservazione è considerato sfavorevole a livello europeo, è infatti oggetto di una gestione differenziata a seconda delle diverse rotte migratorie. Mentre nella rotta centro-occidentale si è assistito a una limitata riapertura dopo anni di sospensione, nella flyway centro-orientale, quella che interessa gran parte del nostro Paese, ha finora prevalso una linea prudente che ha portato alla sospensione del prelievo. Ciononostante, in applicazione della Direttiva Uccelli, l'Italia ha adottato un Piano di Gestione Nazionale ed è potenzialmente pronta a seguire le indicazioni della Commissione Europea, che ha introdotto un sistema di gestione adattativa del prelievo basato su dati scientifici rigorosi.

In questo contesto la Federazione Italiana della Caccia ha scelto di agire in modo concreto attraverso il proprio Ufficio Studi e Ricerche, elaborando un vademecum operativo per applicare il Piano di Gestione. Le azioni si concentrano su tre direttrici principali: miglioramento degli habitat, raccolta dati e applicazione della gestione adattativa. Interventi come il ripristino di siepi e piccoli boschi, la tutela delle tare agricole, la promozione di colture a perdere e pratiche di agricoltura conservativa rappresentano strumenti fondamentali per ricostruire ambienti idonei alla specie. Parallelamente, monitoraggi scientifici, rendicontazione puntuale dei carnieri e analisi dei flussi migratori sono indispensabili per garantire credibilità ai tavoli tecnici europei e dimostrare che un eventuale prelievo possa essere sostenibile e controllato.

Il Coordinamento Colombaccio Italia si inserisce in questo percorso come struttura di supporto tecnico e organizzativo, collaborando con il mondo scientifico e con gli ATC per promuovere una gestione responsabile e sensibilizzare i cacciatori in tal senso. Il messaggio è chiaro: senza un serio impegno sul fronte ambientale e senza dati solidi, la tortora rischia di restare non cacciabile ancora a lungo. Al contrario, se il mondo venatorio saprà dimostrare responsabilità, competenza e unità, sarà possibile rivendicare una riapertura regolamentata fondata su basi scientifiche. La tortora selvatica non è solo parte della nostra tradizione: oggi rappresenta una sfida che può diventare un esempio concreto di gestione venatoria moderna e sostenibile.

Sul tema è anche stato redatto un "manuale applicativo" consultabile online che ha lo scopo di offrire ai cacciatori una lettura chiara e semplice del Piano di gestione nazionale.

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