L'innovazione tecnologica si conferma dunque uno strumento strategico per la gestione faunistica
L'innovazione tecnologica si conferma dunque uno strumento strategico per la gestione faunistica - © Federcaccia Toscana - UCT
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di Redazione

Droni e termografia: la nuova frontiera della gestione faunistica

Una delegazione di Federcaccia Toscana–UCT e dei tecnici degli ATC Siena Nord 03 e Siena Sud 08 ha preso parte a una giornata di test con drone e termocamera

La gestione del territorio entra in una fase evolutiva grazie all'impiego di tecnologie avanzate applicate al monitoraggio della fauna selvatica. È quanto emerso durante una giornata di prove operative che ha visto impegnati i rappresentanti di Federcaccia Toscana – UCT insieme ai tecnici degli ATC Siena Nord 03 e ATC Siena Sud 08. L'incontro, ospitato in un'Azienda faunistico-venatoria che collabora con l'Università della Tuscia, rientra in un programma sperimentale e punta a valutare l'efficacia di un drone multirotore equipaggiato con sensore termico ad alta definizione. L'intento è duplice: affinare gli strumenti di analisi faunistica e offrire un supporto concreto al comparto agricolo.

Il cuore della sperimentazione è rappresentato dall'utilizzo della termografia aerea per individuare la presenza di animali nei campi coltivati prima delle operazioni meccaniche più invasive. Il sistema, capace di volare tra i 40 e i 60 metri di quota con trasmissione istantanea delle immagini alla centrale di controllo, consente di rilevare tracce termiche anche in presenza di vegetazione alta. I ricercatori del Dipartimento DAFNE, coordinati dal professor Riccardo Primi, hanno illustrato come questa tecnologia possa contribuire a ridurre la mortalità accidentale durante sfalci e mietiture, migliorare l'accuratezza dei censimenti invernali attraverso il confronto con dati satellitari provenienti da animali radiocollarati e rafforzare le strategie di prevenzione dei danni alle colture.

Il progetto si inserisce in una visione moderna della gestione faunistica, fondata sulla raccolta sistematica di dati e sulla collaborazione tra mondo venatorio, accademico e agricolo. Il presidente Fidc Toscana - UCT Marco Salvadori ha evidenziato come l'esperienza dei cacciatori possa integrarsi con la ricerca scientifica per garantire equilibrio e sostenibilità negli agroecosistemi. Sulla stessa linea il responsabile tecnico dell'associazione Simone Capriotti, che ha richiamato l'importanza di scelte gestionali basate su evidenze oggettive. In un territorio complesso e articolato come quello senese dove colture, prati e interventi agroambientali si intrecciano, l'innovazione tecnologica si conferma dunque uno strumento strategico per coniugare tutela della biodiversità e produttività agricola.


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