
di Redazione
Pugno duro con gli ippopotami di Pablo Escobar
Le autorità colombiane hanno deciso di eradicare i discendenti degli animali appartenuti a Pablo Escobar
In passato ci eravamo già occupati della vicenda legata all'unica popolazione di ippopotami al di fuori dell'areale d'origine della specie e generatasi dai quattro pachidermi, un maschio e tre femmine, ospitati nell'hacienda del re del narcotraffico. Gli animali, a causa delle difficoltà di trovare per loro una sistemazione alternativa dopo la morte di Escobar e il sequestro del ranch, vennero lasciati liberi di stabilirsi nel vicino fiume Magdalena e in altre aree umide nei dintorni arrivando a superare il centinaio di esemplari.
Ora, come da noi pronosticato, tocca tornare a occuparci della vicenda, dopo che le autorità colombiane hanno comunicato che gli animali saranno abbattuti nonostante, nel settembre del 2024, un tribunale amministrativo avesse sancito che la rimozione avrebbe dovuto "garantire il benessere degli ippopotami come esseri senzienti". Il ministro dell'Ambiente Irene Velez ha infatti affermato che gli altri metodi di controllo della popolazione alloctona, tra cui la sterilizzazione o il trasferimento negli zoo, si sono rivelati costosi e inefficaci.
Una scelta che al momento non riceve però consenso unanime visto che nel frattempo gli animali sono diventati una vera e propria attrazione turistica e attorno alla loro presenza si è creato un vero e proprio indotto fatto di visite guidate e souvenir. Solite cronache legate ai progetti di eradicazione, che raramente ricevono l'attenzione e la condivisione che meritano. Staremo a vedere come andrà e se la decisione porterà veramente a scrivere la parola fine alla storia degli ippopotami di Escobar.
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