
di Redazione
Approvato il calendario venatorio 2026/27della Lombardia
Anche per la prossima stagione, Regione Lombardia ha approvato un calendario in linea con le previsioni di legge e una procedura amministrativa pensata per resistere ai ricorsi animalisti
Lunedì 25 maggio, la Giunta regionale della Lombardia ha approvato, su proposta dell'assessore regionale con delega all'Agricoltura, sovranità alimentare e foreste Alessandro Beduschi, la delibera avente per oggetto "Disposizioni integrative al calendario venatorio regionale 2026/2027". Un documento con una struttura abbastanza complessa, costituito da un documento tecnico a supporto delle scelte fatte nel discostarsi dal parere ISPRA, uno con le previsioni comuni a tutta la Regione e diversi allegati specifici per i singoli territori amministrativi che raggruppano le diverse Provincie lombarde.
Si tratta, per il secondo anno di fila, di un calendario venatorio che di fatto replica le previsioni della legge nazionale e di quella regionale e che in buona parte si discosta da quanto indicato da ISPRA, con l'apertura fissata per la terza domenica di settembre e chiusura generale al 31 gennaio. In linea con gli anni passati anche diverse previsioni come la limitazione di giornate e orari a inizio stagione. A far data dall'apertura e per tutto il mese di settembre, infatti, la caccia in forma vagante negli Atc sarà consentita esclusivamente nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica, con chiusura alle ore 13.00. Dopo tale orario la caccia in forma vagante sarà consentita limitatamente alla selvaggina migratoria e nella sola forma dell'appostamento temporaneo senza l'uso del cane. Confermata anche per la prossima stagione l'assenza del limite di prelievo per la minilepre. Per quanto riguarda invece le possibili preaperture, così come per i piani di prelievo della selvaggina stanziale, bisognerà ora attendere l'approvazione di specifici atti da parte delle strutture AFCP.
Come negli anni passati, i tecnici di Regione Lombardia hanno costruito l'atto con l'obbiettivo di resistere agli attacchi tramite ricorso degli animalisti. Quello della Lombardia è infatti uno dei calendari che con tutta probabilità sarà oggetto di impugnazione. A ogni modo, i tempi di approvazione, ben 20 giorni prima del termine fissato per legge, le ampie argomentazioni e i precedenti giurisprudenziali, dovrebbero garantire la tenuta del provvedimento.
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