
di Redazione
La Peste suina africana ha di nuovo un commissario
Dopo oltre due mesi dalla scadenza del precedente mandato, Giovanni Filippini è stato riconfermato Commissario straordinario alla Peste suina africana
Giovanni Filippini è di nuovo ufficialmente alla guida della struttura commissariale pensata per contrastare la diffusione della Psa. Dopo che nel mese di maggio era decorso anche il periodo di esercizio delle funzioni in regime di prorogatio e dopo alcune settimane di formale vacanza del ruolo, la scorsa settimana è finalmente stato firmato il decreto che individua il Commissario straordinario alla Peste suina africana.
La necessità di tenere in piedi la struttura commissariale, partendo proprio dalla riconferma di Filippini, è motivata - si legge nel DPCM - dall'esigenza di "assicurare il completamento delle attività e degli adempimenti commissariali per fronteggiare con più elevata efficacia la diffusione della Peste suina africana sul territorio nazionale". Il nuovo incarico avrà durata fino al 28 marzo 2027 e sarà fino a quella data che Filippini continuerà a esercitare i compiti di coordinamento e monitoraggio delle azioni e delle misure poste in essere per prevenire ed eradicare la peste suina africana compresa la strategia di contenimento del cinghiale.
Il ritardo nella firma del decreto, che ha di fatto lasciato gli addetti ai lavori privi della guida del commissario e ha fatto addirittura nascere perplessità sulla vigenza stessa dell'impalcatura normativa emergenziale con le relative ripercussioni, aveva ingenerato dubbi sulla possibile sostituzione di Filippini o su un eventuale cambio di strategia da parte del Governo. Dubbi evidentemente fugati dal documento recentemente firmato dalla Presidenza del Consiglio e controfirmato dai ministeri competenti.
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