
di Redazione
Lollobrigida interviene e difende la modifica della 157
A margine del ventennale del Consorzio Italia del Gusto Lollobrigida ha usato parole dure nei confronti dei detrattori e difeso la riforma
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida torna a difendere il disegno di legge sulla caccia e respinge le critiche che hanno accompagnato il provvedimento nelle ultime settimane e che, in occasione della discussione del provvedimento in Senato, si sono fatte sempre più serrate. Lo scorso 19 giugno, interpellato dai giornalisti a margine del ventennale del Consorzio Italia del Gusto, il titolare del Masaf ha definito "fandonie" le ricostruzioni degli animalisti e difeso l'operato del Governo.
Secondo Lollobrigida, il provvedimento nasce dall'esigenza di adeguare la legge quadro alle mutate condizioni ambientali, gestionali e normative degli ultimi trent'anni. Il ministro ha ribadito che l'obiettivo è quello di razionalizzare il sistema, garantendo al tempo stesso tutela della natura, manutenzione del territorio e corretta regolamentazione di un'attività considerata lecita. Nel corso del suo intervento ha inoltre ricordato il confronto costante con le istituzioni europee e il lungo percorso politico che, negli anni, ha visto numerose proposte di modifica della legge da parte di schieramenti diversi.
Tra i punti evidenziati dal titolare del Masaf anche il rafforzamento delle misure contro il bracconaggio, definito "un vero crimine". Il disegno di legge, ha spiegato, prevede un significativo aumento delle sanzioni, in alcuni casi raddoppiate o quadruplicate rispetto a quelle previste dalla normativa del 1992. Lollobrigida ha infine definito il testo "equilibrato e corretto", e criticato l'approccio dei detrattori. «Chiunque sia contrario all'attività venatoria lo può e lo deve dire - ha affermato - ma non può pretendere che un'attività lecita non venga normata».
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