
di Redazione
Modifica 157, spunta un'insidia per l'utilizzo dei richiami vivi
Tra gli emendamenti della 157 depositati alla Camera, alcuni si concentrano nel voler vietare l'impiego dei richiami vivi nella caccia da appostamento
L'aggiornamento della 157 tiene banco da oltre un anno e in questo lasso di tempo, dei buoni propositi che avevano spinto il Governo a mettere mano alla norma di riferimento per l'attività venatoria, si è quasi persa ogni traccia. Se la volontà politica era quella di aggiornare un testo normativo oggettivamente datato e al contempo di dare riscontro ad alcune richieste del mondo venatorio, l'iter parlamentare, anche alla luce delle furenti polemiche e delle strumentalizzazioni a cui abbiamo assistito, ha pesantemente influenzato la portata delle modifiche in discussione. Ora, con il testo votato dal Senato al vaglio della Camera, spuntano alcuni emendamenti che potrebbero non solo limitare la portata delle modifiche approvate ma, addirittura, trasformare l'aggiornamento della 157 in un vero e proprio boomerang per una parte consistente del mondo venatorio.
Il riferimento è ad alcune proposte emendative presentate da alcuni parlamentari di Forza Italia, partito che, insieme a Fratelli d'Italia e Lega, compone le fila della maggioranza. Se viene infatti difficile pensare che tra le migliaia di emendamenti presentati dalle minoranze anche per semplice ostruzionismo, qualcuno possa arrivare ad approvazione, diverso è il caso di quegli emendamenti di respiro antivenatorio presentati dalle componenti interne alla coalizione di governo. Tra questi ne figurano alcuni a firma Rita Dalla Chiesa e Deborah Bergamini, non proprio le ultime tra i parlamentari forzisti, che mirano a vietare completamente l'uso dei richiami vivi nella caccia da appostamento.
Stiamo certamente parlando di una goccia nel mare dell'oltre un milione di emendamenti presentati, ma le dinamiche della politica parlamentare e i precedenti hanno dimostrato che, nell'iter di approvazione di una norma complessa come la proposta di modifica della 157, a volte l'improbabile sa farsi concreto. Se gli emendamenti in questione arriveranno alla votazione, è immaginabile pensare che si verificherà una spaccatura interna alla maggioranza. Spaccatura della quale le minoranze potrebbero approfittare, facendo convergere i propri voti, sia per mettere in difficoltà l'Esecutivo, sia per approvare una norma oggettivamente catastrofica per parte del mondo venatorio. Non sta certo a noi predire l'esito dell'esame in corso a Montecitorio, né tantomeno possiamo sbilanciarci su dinamiche tanto complesse ma, ancora una volta, viene da chiedersi se il risultato finale sarà davvero migliore di quello di partenza e se l'intera vicenda, una volta terminata, avrà giovato o meno alla caccia.
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