L'obiettivo è quello di rendere più efficiente il funzionamento dell'organo
L'obiettivo è quello di rendere più efficiente il funzionamento dell'organo - © Presidenza del Consiglio dei Ministri
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di Redazione

Il Governo riorganizza il Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio

L'Esecutivo ha deciso di ridefinire composizione e funzionamento del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale

Con il recente decreto-legge dedicato alla Pubblica amministrazione approvato lo scorso 4 agosto dal Consiglio dei Ministri, il Governo ha deciso di intervenire anche sul Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale (CTFVN), l'organismo consultivo previsto dalla legge 157/1992 che supporta il Ministero dell'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste nelle principali decisioni in materia di gestione della fauna selvatica e attività venatoria. Le novità puntano a riorganizzarne la struttura, con l'obiettivo di rendere più efficiente il funzionamento dell'organo.

Tra le modifiche introdotte salta subito all'occhio la riduzione del numero dei componenti, che passano da 41 a 18. La nuova composizione, pur diminuendone i membri, ricalca quanto indicato della 157, che prevede la presenza di rappresentanti delle amministrazioni competenti, delle Regioni, delle associazioni venatorie riconosciute, delle associazioni agricole, delle associazioni di protezione ambientale e degli istituti scientifici. Il decreto stabilisce inoltre che i componenti resteranno in carica per cinque anni e che la partecipazione ai lavori del Comitato non darà diritto ad alcun compenso, gettone di presenza o rimborso spese. Con questo nuovo atto, il CTFVN esce dalla fase transitoria successiva alla sua ricostituzione, voluta dal Governo nel 2023 anche per affiancare ai pareri tecnico-scientifici di Ispra quelli tecnico-politici del comitato, come accaduto fino al 2014.

Secondo quanto evidenziato nel provvedimento, la riorganizzazione del CTFVN si inserisce nel più ampio percorso di razionalizzazione degli organismi collegiali della pubblica amministrazione. Per il comparto venatorio si tratta però di una modifica rilevante, poiché il Comitato continua a rappresentare uno dei principali tavoli di confronto tecnico sulle politiche di gestione della fauna e sull'applicazione della normativa nazionale. Dopo la sua ricostituzione, inoltre, i pareri formulati dal Comitato hanno avuto un ruolo sostanziale nelle dinamiche giurisprudenziali legate ai ricorsi contro i calendari venatori, controbilanciando in più occasioni le indicazioni di Ispra.


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