Blaser Group ha pubblicato la nuova edizione del suo bilancio di sostenibilità, uno strumento volontario che consente di misurare nel tempo la distanza tra dichiarazioni e risultati
Blaser Group ha pubblicato la nuova edizione del suo bilancio di sostenibilità, uno strumento volontario che consente di misurare nel tempo la distanza tra dichiarazioni e risultati - © Blaser
Pubblicato il in Conservazione
di Matteo Brogi

Blaser Group, la sostenibilità è un impegno misurabile

Il Bilancio di sostenibilità 2024/25 conferma la scelta volontaria del gruppo di rendicontare obiettivi e risultati su clima, lavoro e conservazione, rafforzando la credibilità di un settore che fonda la propria legittimità sull'uso responsabile delle risorse naturali.

Il Blaser Group ha pubblicato il nuovo Bilancio di sostenibilità 2024/25, proseguendo un percorso di rendicontazione avviato volontariamente nel 2021. Un'iniziativa che merita attenzione non soltanto per i risultati dichiarati, ma soprattutto perché trasforma il concetto spesso generico di sostenibilità in obiettivi e impegni verificabili.

Il gruppo tedesco riunisce alcuni dei marchi più importanti del settore venatorio e outdoor: Blaser, Mauser, J.P. Sauer & Sohn, Rigby, Minox e Liemke. Le attività sono organizzate nelle divisioni Hunting Firearms, Optics e Gear & Outfits, con l'obiettivo di sviluppare prodotti di qualità e soluzioni integrate mantenendo una forte attenzione alla produzione e all'innovazione in Germania.

Il nuovo rapporto assume un significato particolare perché, a seguito della revisione delle soglie europee previste nell'ambito della Corporate Sustainability Reporting Directive, il Blaser Group non dovrebbe più essere soggetto all'obbligo di rendicontazione. L'azienda ha tuttavia deciso di continuare volontariamente a pubblicare il proprio bilancio. Una scelta importante: un bilancio di sostenibilità non costituisce di per sé una patente di virtuosità, ma consente di misurare nel tempo la distanza tra dichiarazioni e risultati.

Neutralità climatica entro il 2045

Tra gli impegni principali figura il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2045. Nel 2025 le emissioni Scope 1 e 2 sono scese da 3.530,76 a 1.811,72 tonnellate di CO₂ equivalente rispetto all'anno precedente, con una riduzione di circa il 49%. A questo risultato contribuiscono l'impiego di energia elettrica da fonti rinnovabili nello stabilimento di Isny, interventi di efficientamento produttivo, illuminazione LED, fotovoltaico ed elettrificazione della mobilità aziendale.

La sostenibilità viene però affrontata anche nelle sue dimensioni economica e sociale. Il rapporto dedica spazio alla formazione, alla sicurezza e allo sviluppo dei dipendenti, alla gestione responsabile dei fornitori, all'innovazione e all'utilizzo efficiente delle risorse. Il gruppo individua inoltre come particolarmente rilevanti quattro obiettivi dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite: lavoro dignitoso e crescita economica, industria e innovazione, produzione e consumo responsabili, azione per il clima.

L'impegno a favore della biodiversità

Per un'impresa legata direttamente al mondo della caccia, tuttavia, il tema non può esaurirsi all'interno degli stabilimenti. Il Blaser Group sostiene anche progetti rivolti alla conservazione della fauna e della biodiversità. In Namibia prosegue il programma di protezione dei rinoceronti bianchi della Sney Rivier Lodge, che comprende anche la rimozione preventiva del corno per ridurre il rischio di bracconaggio. Il gruppo sostiene inoltre il progetto di ricerca del CIC – International Council for Game and Wildlife Conservation The Chamois in the Face of Climate Change, finalizzato ad approfondire gli effetti del cambiamento climatico sulle popolazioni di camoscio e a fornire basi scientifiche per la loro gestione. A questo si aggiunge il supporto alla conferenza internazionale Kids in Nature in Danimarca, dedicata al rapporto tra giovani ed esperienza diretta della natura.

È proprio questo collegamento tra attività industriale, conservazione e gestione delle risorse naturali a rendere il bilancio particolarmente interessante per il settore venatorio. La caccia contemporanea fonda infatti la propria sostenibilità sulla possibilità di utilizzare una risorsa naturale rinnovabile senza comprometterne la conservazione, attraverso prelievi compatibili con le popolazioni, gestione scientifica degli habitat e responsabilità verso le generazioni future. È quindi coerente che anche le aziende che operano in questo mondo si interroghino sull'origine delle materie prime, sui consumi energetici, sulle emissioni, sulla durata dei prodotti, sulle condizioni di lavoro e sul proprio contributo alla biodiversità.

Rendicontare significa esporsi alla verifica, pubblicare risultati e permettere di valutare nel tempo se gli obiettivi dichiarati siano stati effettivamente raggiunti. In un settore che rivendica la propria legittimità proprio sulla gestione responsabile delle risorse naturali, anche la credibilità delle aziende che lo rappresentano è parte della stessa sfida.


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