Alla base del nuovo accordo c'è la condivisione di alcune linee generali di politica venatoria
Alla base del nuovo accordo c'è la condivisione di alcune linee generali di politica venatoria - © Charles J. Sharp
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di Redazione

Fidc ed Enalcaccia siglano un protocollo d'intesa

Le due associazioni rafforzano la collaborazione per la tutela del mondo venatorio e indicano una serie di obiettivi comuni su gestione faunistica, normativa, ricerca e formazione

La Federazione Italiana della Caccia e Enalcaccia – Unione Nazionale Pesca e Tiro hanno sottoscritto un Protocollo di intesa nazionale con l'obiettivo di sviluppare ulteriormente le esperienze di collaborazione già avviate, anche nell'ambito della Cabina di Regia nazionale. Alla base del nuovo accordo c'è la condivisione di alcune linee generali di politica venatoria, a partire dalla valorizzazione della ruralità e di un'attività venatoria fondata sulla gestione degli habitat e delle specie secondo evidenze scientifiche, nel rispetto della biodiversità e della sostenibilità.

Tra i punti indicati nel documento figurano anche il contrasto alle limitazioni normative e pratiche ritenute strumentali, una revisione della normativa nazionale e regionale per favorire un più efficace modello di governance ambientale e faunistico-venatoria e una corretta applicazione della legge 157/92 e delle normative europee. Il protocollo richiama inoltre la gestione della Rete Natura 2000, la revisione della normativa sulle aree protette, il rafforzamento del rapporto con il mondo agricolo e lo sviluppo degli studi scientifici in campo faunistico e agro-ambientale. Particolare attenzione viene riservata anche alla formazione e alla comunicazione rivolte a giovani, scuola, media e istituzioni.

L'intesa, che diventerà operativo dopo la ratifica da parte dei rispettivi organi dirigenti competenti, prevede che FIdC ed Enalcaccia favoriscano ogni utile collaborazione per realizzare iniziative a tutela e promozione del mondo venatorio e servizi destinati ai rispettivi associati, nel rispetto della reciproca autonomia. Le modalità operative saranno definite attraverso specifici accordi, anche a livello territoriale, mentre il documento stabilisce che il protocollo possa essere aperto all'adesione delle altre associazioni venatorie che intendano condividerne contenuti e finalità.


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