Peste suina e gestione del cinghiale sono strettamente collegate
Peste suina e gestione del cinghiale sono strettamente collegate - © Andrea Dal Pian
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di Redazione

Peste suina, l'emergenza riparte dal Lazio?

Dopo i nuovi casi nella Regione che già aveva debellato il virus, viene spontaneo chiedersi se si possa voltare pagina senza una seria gestione del cinghiale

La peste suina africana torna a preoccupare dopo la recrudescenza del virus nel Lazio. Da un paio di settimane infatti, la Regione, che era stata dichiarata indenne nel gennaio 2025, è tornata tra quelle toccate dalla malattia dopo che, a partire dal 27 agosto, sono state accertate alcune positività alle porte di Roma e le autorità si sono viste costrette a imporre restrizioni a ben 22 Comuni e a due Municipi della Capitale.

Un ritorno, quello della Psa nel territorio romano, che riaccende l'attenzione su un'emergenza che, dopo i progressi registrati negli ultimi mesi, sembrava avviarsi verso una, seppur lenta, risoluzione e che ci richiama a una riflessione sull'efficacia della gestione stessa del cinghiale. Se infatti nelle Regioni del nord, e in particolare in Lombardia, i progressi sono stati possibili anche grazie a importanti sforzi sotto il profilo del depopolamento, quanto accaduto nel Lazio dimostra come densità alte di cinghiali rischino di vanificare quanto fatto nel contrasto e nella prevenzione della malattia.

Non stupisce infatti che il virus faccia la sua ricomparsa proprio a ridosso della Capitale, un territorio che da anni è alle prese con una gestione non esattamente magistrale di questo ungulato al di fuori dell'Atc. Se davvero quindi si vuole voltare pagina, con la speranza di uscire da una fase emergenziale che si protrae senza fine da oltre quattro anni, risulta ineludibile un cambio di paradigma nei confronti di una specie la cui gestione dovrebbe, d'ora in avanti, tendere a densità obiettivo il più possibile basse. Senza un simile approccio, che sicuramente farà storcere il naso a molti, difficilmente potremo lasciarci la peste suina alle spalle e saremo destinati a una convivenza forzata con il virus per molti anni.


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