
di Redazione
Mixomatosi nella lepre, crescono i territori colpiti
Dopo i primi casi registrati in Veneto, nelle scorse settimane si sono registrati nuovi casi nelle regioni confinanti
Cresce la preoccupazione legata alla comparsa sul territorio italiano del Toledo-Myxomavirus (Toledo-MYXV), o hare-adapted Myxomavirus (ha-MYXV), la variante della mixomatosi in grado di infettare le lepri. Dopo i primi casi registrati in Veneto tra fine agosto e inizio settembre, infatti, il virus pare si stia propagando nei territori limitrofi con alcuni casi registrati tra Lombardia ed Emilia-Romagna. La malattia, pur non essendo trasmissibile all'uomo, è tra quelle per le quali è previsto l'obbligo di notifica alle Autorità competenti in caso di focolai accertati sia nei selvatici che nei domestici.
Per questo la Direzione Generale della Salute Animale del Ministero della Salute, ha recentemente emanato una comunicazione relativamente alla nuova variante del virus. Nel documento Giovanni Filippini - che, oltre a ricoprire l'incarico di commissario per la Psa, è il responsabile della Direzione Generale - definisce opportuno attuare un sistema di sorveglianza passiva sull'intero territorio nazionale, al fine di individuare tempestivamente eventuali nuovi casi.
La nuova variante virale rischia di impattare profondamente sull'attività venatoria e sulle pratiche gestionali legate alla specie. La presenza del virus, intatti, oltre a causare la morte di buona parte delle lepri presenti in un territorio con ovvie conseguenze sulle logiche legate al prelievo, rappresenta un'importante criticità per la movimentazione degli animali usati per i ripopolamenti. Ancora una volta, dopo aviaria e peste suina, i cacciatori dovranno fare i conti con una problematica sanitaria.
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