
di Redazione
Piano di ripristino della natura, pubblicata la bozza italiana
Il documento trasmesso alla Commissione europea avvia una nuova fase del percorso previsto dal regolamento Ue. Nei prossimi mesi sono attese le valutazioni di Bruxelles prima della definizione del testo definitivo
L'Italia ha ufficialmente trasmesso alla Commissione europea la bozza del Piano nazionale di ripristino della natura (PNR). Il documento, disponibile sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica (MASE), è stato predisposto in attuazione del Regolamento (UE) 2024/1991 e contiene una tabella di sintesi delle misure previste, pensata per facilitare la consultazione degli interventi individuati. La pubblicazione rende così accessibile una prima versione del programma nazionale, destinato a orientare le azioni di recupero degli ecosistemi e di tutela della biodiversità.
Il percorso non è tuttavia concluso. La bozza sarà ora esaminata dalla Commissione europea, che avrà sei mesi per valutarne i contenuti e formulare eventuali osservazioni e raccomandazioni. Le indicazioni che emergeranno da questa fase contribuiranno alla revisione del documento, in vista della successiva definizione del Piano definitivo. Il tema resta di particolare interesse anche per il mondo agricolo e venatorio, considerato l'impatto delle misure sui territori rurali, sugli habitat e sulle attività che incidono sulla gestione del paesaggio. Sarà quindi importante comprendere come le misure di ripristino verranno declinate sul territorio e quale spazio sarà riservato al coinvolgimento delle categorie interessate.
In occasione della pubblicazione del documento, Maria Alessandra Gallone, presidente dell'ISPRA, ha definito l'iniziativa una grande opportunità per il Paese, sottolineando la necessità di considerarla non come un semplice insieme di vincoli, ma come un progetto capace di rigenerare il patrimonio naturale insieme ai territori e alle comunità. Gallone ha richiamato inoltre il valore di un approccio che tenga insieme obiettivi ambientali, economici e sociali, indicando istituzioni, enti locali, ricercatori, imprese, agricoltori, pescatori, associazioni e cittadini tra i soggetti chiamati a partecipare al percorso, ma nel farlo non ha citato la categoria dei cacciatori. Una volta approvata la versione definitiva del Piano, sarà quindi necessario comprendere come le misure che ne scaturiranno si porranno in relazione a chi vive e opera sul territorio, cacciatori compresi.
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