Il recupero della starna può passare dalla collaborazione tra mondo venatorio, agricoltura e conservazione della natura
Il recupero della starna può passare dalla collaborazione tra mondo venatorio, agricoltura e conservazione della natura - © Kostikidis Georgios
Pubblicato il in Conservazione
di Redazione

Recupero della starna, l'esperienza tedesca

In Germania, dieci anni di collaborazione tra cacciatori, agricoltori ed enti per la conservazione della natura hanno portato a risultati incoraggianti, con benefici anche per altre specie

Il recupero della starna può passare dalla collaborazione tra mondo venatorio, agricoltura e conservazione della natura. È quanto dimostra l'esperienza di Fellbach, in Germania, dove un progetto avviato nel 2016 per contrastare il declino della specie sta dando i suoi frutti. Nell'area agricola di Schmidener Feld, nella primavera del 2026, sono stati infatti censiti 31 territori di nidificazione della starna, oltre tre volte quelli rilevati nel 2019, quando erano appena dieci. Un dato che testimonia una ripresa significativa, pur rimanendosi distante dai 120 territori registrati nel 2000.

Dal 2023 l'iniziativa è inserita nel progetto nazionale "Salvare la starna, promuovere la biodiversità", che riunisce diversi soggetti attorno a interventi coordinati di miglioramento ambientale e monitoraggio faunistico. Gli agricoltori hanno contribuito realizzando superfici fiorite perenni, coltivazioni di cereali a bassa densità e fasce marginali, con l'obiettivo di aumentare la disponibilità di cibo e rifugi. I cacciatori collaborano con associazioni ambientaliste ed enti locali nella pianificazione degli interventi, nei censimenti e nella gestione dei predatori. Le verifiche condotte in dieci aree tedesche hanno inoltre evidenziato effetti positivi che vanno oltre la specie interessata: nelle vicinanze delle superfici fiorite, la ricchezza e l'abbondanza degli uccelli sono risultate superiori di circa il 20% rispetto ad altre aree, con benefici rilevati anche per le falene.

L'esperienza di Fellbach evidenzia quindi come il recupero di una specie legata agli ambienti agricoli possa accompagnarsi a un miglioramento più generale della biodiversità. Gli interventi realizzati favoriscono infatti anche altre specie di selvaggina come tra cui lepre e allodola, nonché altri elementi della biodiversità come farfalle e api selvatiche. Il percorso intrapreso in Germania sottolinea soprattutto il valore della continuità nel tempo, della collaborazione tra i soggetti coinvolti e della verifica scientifica dei risultati. Elementi che possono contribuire a rendere la gestione faunistica e il ripristino degli habitat strumenti complementari, anche nei territori caratterizzati da un'agricoltura intensiva.


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