
di Redazione
Sicilia, stagione venatoria sospesa e tutti a casa
Il TAR Palermo ha annullato il calendario venatorio 2026/2027 per la mancata revisione del Piano faunistico-venatorio regionale. Un'interpretazione, che se confermata, rischia di rendere impossibile la riapertura della caccia nel breve termine
Per i cacciatori siciliani la stagione venatoria subisce un brusco stop dopo la sentenza del TAR Palermo che ha annullato il decreto di approvazione del calendario venatorio regionale, fermando completamente la caccia sull'isola. La decisione, pronunciata dalla Terza Sezione del Tribunale amministrativo con la sentenza n. 2953/2026, ha accolto il ricorso presentato da Federazione Nazionale Pro Natura e Leal, ritenendo illegittima l'adozione del calendario in assenza di una pianificazione faunistico-venatoria aggiornata. Secondo i giudici, infatti, il Piano faunistico-venatorio regionale, approvato per il quinquennio 2013-2018, non è stato sottoposto alla revisione prevista dalla normativa regionale, che ne impone la rivalutazione ogni cinque anni. Una carenza ritenuta determinante, tanto da comportare l'annullamento dell'intero provvedimento e, di conseguenza, l'impossibilità di esercitare l'attività venatoria sull'intero territorio siciliano.
La pronuncia non si limita a rilevare l'obsolescenza dello strumento di pianificazione. Nel ricorso erano state sollevate anche contestazioni relative alla preapertura e al prelievo di alcune specie, tra cui tortora selvatica, allodola, quaglia e moriglione, con riferimento alle indicazioni Ispra e alle esigenze di conservazione. Il TAR, tuttavia, ha accolto il ricorso sulla questione del Piano faunistico-venatorio, ritenendola sufficiente a determinare l'illegittimità dell'intero calendario, senza entrare nel merito delle altre censure. Un vero e proprio terremoto sulla caccia siciliana, che, qualora non fosse ribaltata la pronuncia del TAR, rischia di tenere le doppiette ferme al palo per lungo tempo.
Per questo, Federcaccia Sicilia, insieme a Federcaccia nazionale e ad altre realtà venatorie locali, ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Sicilia chiedendo la riforma della sentenza. Al centro della contestazione diversi passaggi del pronunciamento, ritenuti non coerenti con il quadro normativo nazionale e regionale. L'associazione contesta inoltre alla politica il mancato adeguamento della norma regionale alla 157, che avrebbe permesso ai cacciatori siciliani di poter continuare ad andare a caccia, anche dopo la sentenza, ripristinando le regole del calendario venatorio della scorsa stagione.
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