
di Matteo Brogi
Burris & Steiner Experience: l'ottica da caccia diventa un sistema
Due approcci alla tecnologia applicata alla caccia: Burris punta sulla semplificazione dei dati, Steiner sull'integrazione tra strumenti, senza rinunciare a gamme ottiche pensate per coprire le principali esigenze venatorie
La Burris & Steiner Experience - dopo l'esperienza Kings of ballistics del 2024 - ha riunito a Bologna operatori del settore e stampa specializzata per un incontro dedicato alle strategie e alle più recenti novità dei due marchi di Beretta Holding. Una formula pensata per rafforzare il contatto diretto con il mercato italiano, affiancando alla presentazione delle gamme una sessione pratica al Sant'Uberto TLD - Long Range di Monterenzio, dove è stato possibile provare i prodotti più recenti fino agli 800 metri.
L'incontro ha permesso di mettere a fuoco il modo in cui Burris e Steiner stanno interpretando l'evoluzione dell'ottica venatoria. Accanto alle qualità richieste tradizionalmente a un cannocchiale da puntamento - resa ottica, robustezza e precisione meccanica - acquistano infatti sempre maggiore importanza telemetria, gestione dei dati balistici, valutazione delle condizioni ambientali e connettività. Soluzioni diverse, ma accomunate dall'obiettivo di rendere più immediate l'osservazione, la valutazione della situazione e la preparazione del tiro.
Burris: semplificare la tecnologia
Per Burris il concetto centrale è la semplificazione. L'innovazione, secondo l'azienda, deve ridurre la complessità e rendere l'esperienza di utilizzo più immediata. Applicato alla caccia significa fornire immagini chiare, regolazioni affidabili e, nei prodotti elettronici, rendere disponibili le informazioni necessarie al tiro senza obbligare il cacciatore a gestire una molteplicità di strumenti e calcoli.

Non è però soltanto la tecnologia a caratterizzare l'offerta. La gamma venatoria di ottiche è ampia e parte dalla Prevail, prosegue attraverso Four Xe, Six Xe e Fullfield, sale di livello con la famiglia Veracity e raggiunge il culmine tecnologico con Veracity PH ed Eliminator 6. In questo modo Burris può coprire destinazioni molto differenti: dalla caccia dinamica nel bosco all'aspetto, dalla cerca in montagna al tiro venatoria a lunga distanza. Un'impostazione che permette di scegliere anche ottiche completamente tradizionali, riservando l'elettronica a chi ne vuole sfruttare i vantaggi.

Particolarmente interessante è la Veracity PH - Professional Hunter, che utilizza il sistema Programmable Elevation Knob: una torretta di elevazione programmabile e priva dei tradizionali click, affiancata da un display che mostra direttamente nel campo visivo informazioni quali distanza impostata, livella, correzione del vento e stato della batteria. Le tre configurazioni - 2,5-12x42, 3-15x44 e 4-20x50 - ne evidenziano la vocazione venatoria.

Eliminator 6: ridurre l'incertezza
È però con Eliminator 6 che la filosofia Burris raggiunge la sua espressione più evidente. Telemetro laser, funzionalità di calcolo balistico e display sono riuniti nel cannocchiale: distanza, caduta e indicazioni relative al vento vengono elaborate e rese disponibili senza distogliere lo sguardo dal selvatico. La configurazione avviene tramite BurrisConnect, che permette di impostare i parametri dell'arma e della munizione e trasferirli all'ottica.

Centrale è il modo in cui Burris interpreta e comunica questo tipo di tecnologia. Non come uno strumento destinato a far sparare più lontano, ma come un mezzo per diminuire l'incertezza a una distanza alla quale il cacciatore avrebbe comunque deciso di tirare. È questa la chiave più interessante anche sul piano etico: conoscere meglio la situazione può contribuire a ridurre errori, ferimenti e difficoltà di recupero del selvatico. L'Eliminator 6 fornisce informazioni sull'energia residua del proiettile alla distanza d'impatto e indicazioni relative al suo range di funzionamento, dati che possono aiutare a comprendere quando le condizioni non siano più adatte al tiro.

La proposta Burris si completa con una gamma da osservazione che comprende i binocoli Droptine HD e Signature HD, i modelli telemetrici Signature LRF e il cannocchiale da osservazione Signature HD, oltre naturalmente agli attacchi. Tutta l'offerta del marchio americano si caratterizza per prezzi equi e la Signature warranty, una garanzia che ne copre la produzione a vita.

Steiner: strumenti che comunicano
Per Steiner la parola chiave è invece integrazione. L'azienda, forte di 75 anni di storia e di una presenza internazionale consolidata, è leader mondiale nel settore dei binocoli nautici, sta progressivamente affiancando alle tradizionali competenze ottiche sistemi digitali capaci di comunicare tra loro. Anche in questo caso la componente elettronica rappresenta soltanto una parte di una proposta venatoria più ampia, che comprende binocoli e cannocchiali destinati a differenti condizioni di utilizzo. Ma è nelle cosiddette Intelligent Hunting Solutions che emerge con maggiore chiarezza la direzione intrapresa dal marchio.

L'esempio più significativo è il dialogo fra il cannocchiale eRanger (disponibile nelle varianti 2-16x50 e 3-24x56) e il binotelemetro eRanger LRF (10x42): la distanza misurata durante l'osservazione può essere trasferita al sistema di mira, riducendo i passaggi necessari prima del tiro. Attraverso Steiner Connect 2.0 vengono inoltre gestite le varie informazioni e funzioni digitali.

Particolarmente interessante in ambito venatorio è anche l'Impact Locator, che permette di ricostruire cartograficamente il punto relativo all'ultima misurazione e quindi di raggiungere l'Anschuss, il luogo dal quale iniziare la verifica del tiro e l'eventuale cerca.
Un approccio differente caratterizza invece eDiscovery, sintetizzato da Steiner nei tre verbi observe, capture, share. Rimane un binocolo ottico tradizionale nell'esperienza di osservazione, ma aggiunge la possibilità di registrare e condividere immagini, video e audio, con streaming fino a cinque dispositivi. Una soluzione interessante non soltanto per la caccia, ma anche per accompagnamento, censimenti e attività di gestione.
Durante l'incontro sono stati presentati anche i nuovi punti rossi della famiglia MPS, compreso il compatto MPS-C, un enclosed red dot di appena 32 grammi che, pur nato soprattutto per impieghi professionali e sportivi, può trovare applicazione anche sulla carabina da caccia mediante un'adeguata interfaccia.
La prova sul campo
Il trasferimento al Sant'Uberto TLD - Long Range ha permesso infine di verificare concretamente le caratteristiche illustrate durante le presentazioni, portando le prove fino agli 800 metri. Una distanza che naturalmente non rappresenta un riferimento venatorio, ma costituisce un banco di prova efficace per qualità dell'immagine, precisione di calcolo, leggibilità dei display e coerenza delle soluzioni balistiche.

Burris e Steiner - aziende che condividono l'appartenenza alla galassia di Beretta Holding - sembrano dunque arrivare a una conclusione simile percorrendo strade differenti. Burris punta soprattutto a trasformare dati complessi in informazioni immediatamente utilizzabili; Steiner tende invece a costruire un ecosistema nel quale i diversi strumenti comunicano tra loro. Fedeli a un principio fondamentale: la tecnologia riduce l'incertezza. Non può decidere se un tiro debba essere effettuato. Quella responsabilità resta interamente in capo al cacciatore.
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