
di Matteo Brogi
CIP e SAAMI: due sistemi per la sicurezza di armi e munizioni
Due sistemi, due culture tecniche: ecco perché una certificazione SAAMI non sostituisce la prova CIP
Quando si parla delle caratteristiche tecniche di una cartuccia, delle pressioni massime ammissibili o della resistenza di un'arma, ricorrono due sigle: CIP e SAAMI. Entrambe definiscono standard destinati a rendere sicuro e affidabile il rapporto tra arma e munizione, ma rappresentano sistemi profondamente diversi. La distinzione non è soltanto teorica: un'arma costruita negli Stati Uniti secondo gli standard SAAMI, per essere commercializzata in Italia, deve comunque rispondere alle prescrizioni CIP e aver superato la relativa prova presso un Banco riconosciuto.
CIP, la sicurezza affidata ai Banchi di Prova
La Commission Internationale Permanente pour l'Épreuve des Armes à Feu Portatives, CIP, nasce nel 1914 dall'esigenza di rendere uniformi e reciprocamente riconoscibili le prove che già venivano effettuate dai Banchi nazionali. Promotore dell'iniziativa fu Joseph Fraikin, direttore del Banco di Prova di Liegi, e la prima Convenzione fu sottoscritta a Bruxelles da Belgio, Francia, Germania e Italia. Il sistema attuale si fonda sulla successiva Convenzione di Bruxelles del 1969, che ha adeguato il sistema al progresso tecnologico, e riunisce 16 Stati. Gli Stati aderenti recepiscono nelle proprie legislazioni le decisioni della Commissione e riconoscono reciprocamente i punzoni dei rispettivi Banchi ufficiali.

La CIP definisce un complesso di norme comuni che riguarda le dimensioni delle cartucce e delle camere, le pressioni massime ammissibili, i sistemi con cui queste devono essere misurate, le caratteristiche delle munizioni di prova e le procedure con cui deve essere verificata la sicurezza delle armi. Le TDCC, Tables of Dimensions of Cartridges and Chambers, costituiscono il grande archivio tecnico nel quale, calibro per calibro, sono raccolti i parametri di riferimento.

La prova ufficiale
La caratteristica fondamentale del sistema CIP è un'altra: non si limita a stabilire uno standard sulla carta, impone una prova ufficiale dell'arma. Secondo la Convenzione, ogni arma portatile e le sue parti maggiormente sollecitate devono essere sottoposte alla prova legale nel Banco dello Stato CIP in cui si trova il produttore oppure, nel caso di un'arma proveniente da un Paese non aderente, nel primo Stato CIP nel quale viene importata. Superata la prova, vengono apposti i punzoni che ne attestano l'esito e che sono riconosciuti dagli altri Stati membri.

In Italia questo compito spetta al Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia e alle sue sedi distaccate (Fabbrica d'Armi Pietro Beretta e Benelli Armi) che certificano per conto dello Stato la sicurezza delle armi portatili e delle munizioni secondo le decisioni CIP. La prova è individuale: riguarda cioè ogni singola arma, non semplicemente il modello cui essa appartiene.

Il controllo comprende l'identificazione dell'arma, verifiche dimensionali, la prova a fuoco con munizioni che sviluppano pressioni superiori a quelle del normale munizionamento commerciale e una successiva verifica dell'integrità dell'arma stessa. Solo dopo il superamento della procedura vengono apposti i punzoni di prova. Nella procedura generale descritta dal Banco italiano, per esempio, vengono sparate cartucce che sviluppano una pressione almeno del 25% superiore alla pressione massima delle cartucce commerciali, con procedure specifiche per determinate tipologie di arma.

SAAMI, lo standard dell'industria americana
Negli Stati Uniti il sistema è differente. Lo Sporting Arms and Ammunition Manufacturers' Institute, SAAMI, nasce nel 1926 su richiesta del governo federale ed è un'associazione che riunisce i principali produttori di armi, munizioni e componenti. Il suo compito è sviluppare e pubblicare standard relativi a sicurezza, affidabilità e intercambiabilità.

Anche SAAMI stabilisce dimensioni di cartucce e camere, pressioni massime, caratteristiche delle canne di prova, procedure di misurazione e altri parametri indispensabili affinché, per esempio, una cartuccia .308 Winchester prodotta da un'azienda possa essere utilizzata in sicurezza in un'arma dello stesso calibro realizzata da un'altra. La finalità dell'Istituto è molto vicina a quella della CIP europea: creare un linguaggio tecnico comune tra chi fabbrica l'arma e chi fabbrica la munizione. Cambia però il modo in cui questo risultato viene raggiunto.
Gli standard SAAMI sono definiti dalla stessa organizzazione come voluntary industry performance standards, standard volontari dell'industria. Soprattutto, SAAMI precisa di non «approvare» né «certificare» le singole armi o munizioni: stabilisce gli standard, mentre spetta ai produttori la responsabilità di realizzare e controllare i prodotti in conformità. Negli Stati Uniti, quindi, non esiste un equivalente del sistema dei Banchi di Prova CIP che sottoponga obbligatoriamente ogni arma commerciale a una prova ufficiale indipendente prima dell'immissione sul mercato.

Questo non significa che i produttori americani non effettuino prove di resistenza. Al contrario, SAAMI definisce anche caratteristiche e procedure relative alle proof loads, le munizioni destinate alle prove di resistenza. La differenza è istituzionale: nel sistema americano il collaudo rientra essenzialmente nelle procedure e nelle responsabilità del produttore; nel sistema CIP la prova assume invece il valore di certificazione ufficiale riconosciuta dagli Stati aderenti. Rispecchiando, in definitiva, due diverse concezioni del rapporto tra individuo, impresa e Stato. Da una parte, un sistema che riconosce maggiore spazio all'autoregolamentazione e alla responsabilità diretta dei soggetti economici, dall'altra un modello che tende ad affidare alla norma pubblica e a organismi terzi la garanzia del rispetto di determinati requisiti
Un'arma americana in Italia: SAAMI non basta
Un'arma made in USA può quindi essere stata progettata, costruita e collaudata secondo gli standard SAAMI, ma questo non equivale ad avere superato la prova CIP, che stabilisce che un'arma importata da un Paese non aderente debba essere sottoposta alla prova nel primo Stato membro nel quale viene introdotta. In Italia l'obbligo della prova delle armi trova origine nella legge 186 del 1960. Con la n. 993 del 1973 l'Italia ha poi ratificato la Convenzione CIP del 1969, rendendo il sistema internazionale di prova e di reciproco riconoscimento dei punzoni parte dell'ordinamento nazionale. Oggi il Banco nazionale di prova verifica la conformità delle armi alle decisioni CIP, mentre la legge 509 del 1993 disciplina specificamente il controllo delle munizioni commerciali.
Due sistemi differenti, non contrapposti
Sarebbe però sbagliato presentare CIP e SAAMI come due sistemi concorrenti. Le due organizzazioni collaborano da tempo proprio per avvicinare gli standard tecnici e migliorare la compatibilità internazionale.
Molti parametri relativi ai calibri sono quindi paragonabili, ma non necessariamente identici. Lo stesso calibro può avere valori dimensionali o pressori leggermente differenti nei due sistemi e anche i protocolli utilizzati per ottenere quei valori non sono sempre sovrapponibili.

Il punto fondamentale rimane quindi la diversa natura dei due organismi. SAAMI è un sistema volontario di standardizzazione industriale; CIP è un sistema internazionale basato su obblighi recepiti dagli Stati e sulla prova ufficiale delle singole armi. Per il cacciatore questa differenza rimane spesso nascosta: una carabina acquistata in armeria porta già i punzoni necessari e tutto il processo si è svolto prima che arrivasse nelle sue mani.
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